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Pignataro Maggiore / Sparanise – Comunità psichiatrica chiusa dalla “burocrazia”, il Tar boccia l’azione dell’Ambito Sociale

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Pignataro Maggiore / Sparanise –  In data 12 Gennaio 2022 con gran piacere riceviamo l’ordinanza Tar inerente il Ricorso presentato contro il Provvedimento di chiusura del gruppo di civile convivenza per utenti psichiatrici gestito su Bene Confiscato di Pignataro Maggiore, effettuato dall’Ambito Territoriale di Sparanise (Provvedimento a nostro parere illecito). Dalla ordinanza si legge testualmente “Considerato che il ricorso, da una prima sommaria delibazione, risulta assistito dal prescritto fumus in quanto: – allo stato e secondo quanto già anticipato, appaiono garantite le richieste condizioni di esercizio; – in disparte la rilevanza della censura con la quale deduce che, nel caso, sarebbe sufficiente una mera dichiarazione di agibilità, la ricorrente ha dimostrato la trasmissione della documentazione necessaria all’avvio dell’attività; – di contro l’amministrazione, che comunque ammette diverse integrazioni, non fornisce adeguate indicazioni circa la presupposta inesistenza delle condizioni per avviare o, al limite, conformare l’attività ora vietata…”.
A tal punto diventano ancora più forti le domande che in questo periodo di siamo posti
Ci chiediamo come sia possibile che puntualmente, attraverso strumentalizzazioni ci venga negata la possibilità di fare il nostro lavoro, cioè essere accanto alle persone fragili? Ci chiediamo come sia possibile che documenti e PEC con protocolli di accettazione svaniscano nel nulla? Ci chiediamo ancora, in maniera determinata, se ci troviamo di fronte un’unica strategia di attacco ad un sistema sano di progettualità sociosanitarie messo in campo da collaborazioni pubblico/privato sociale che abbattendo i costi e, quindi, contro grandi interessi, pone al centro la persona nei suoi percorsi di rivendicazione dei diritti e di piena autonomia. Visti i dieci furti negli ultimi due anni sui beni confiscati, vista la campagna mediatica diffamatoria che stiamo subendo, viste le centinaia di missive anonime, a questo punto, supporre l’esistenza di un’unica cabina di regia di attacco sistemico ai budget di salute e ai beni confiscati è così surreale? Abbiamo a tal punto deciso che non ci fermeremo nel cercare le risposte e continueremo con determinazione e con tutti i mezzi a nostra disposizione perché ciò che ci sta capitando è un chiaro attacco alla società civile sana che in questo Paese e Territorio da fastidio.

(nota di Emiliano Sanges, presidente Apeiron Cooperativa Sociale)

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