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Emanuela Perrone

Letino / Piedimonte Matese – Rompe le acque un mese prima, soccorsa all’ospedale matesino. L’Appello di Emanuela: non chiudete quel reparto

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Letino / Piedimonte Matese – Vive nella Capitale, ma appena può torna nella sua Letino. E’ all’ottavo mese di gravidanza. Decide di tornare nel paese dell’Alto Matese per trascorrere le feste con amici e parenti. La notte di Capodanno, quasi un mese prima del compimento del nono mese di gravidanza, la sua bimba decide di venire al mondo. La corsa in auto da Letino fino all’ospedale di Piedimonte Matese dove Emanuela Perrone ha dato alla luce la sua bimba. Stanno bene, tutto procede benissimo. La donna ha inteso lanciare un appello alle autorità e alla politica affinché il reparto di ostetricia e ginecologia della struttura sanitaria di Piedimonte Matese venga rafforzato. Chiuderlo sarebbe un danno per l’intero territorio. Lei stessa spiega le ragioni del suo appello:
“Sono di Letino, per motivi di lavoro vivo a Roma ma appena posso e durante i periodi festivi torno al mio paese: Letino. Ero incinta e avevo previsto di partorire a Roma, il termine della gravidanza era fine gennaio inizio febbraio. La notte del 1 gennaio ho rotto le acque in anticipo di un mese e da Letino mi sono recata subito all’ospedale di Piedimonte Matese. Dove sono stata subito soccorsa e degnamente assistita. La mia bambina è nata la mattina del 2 gennaio, stiamo entrambe benissimo. Se il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Piedimonte Matese venisse chiuso per carenza di personale e fondi dove sarei dovuta andare a partorire? A Caserta?
Già il tragitto Letino Piedimonte Matese non è corto, figuriamoci Caserta, rischiavo di partorire in auto, di stare male io e la bambina.  Non può accadere che un reparto del genere chiuda, sarebbe un danno per Piedimonte Matese ma soprattutto un danno per tutti quei piccoli comuni come il mio che fanno riferimento all’ospedale di Piedimonte Matese. Chiudere o dare meno soldi al reparto o in generale all’ospedale di Piedimonte Matese significa condannare le persone che vivono in questi luoghi ad andarsene e a quelle come me, che già sono andate via per motivi di lavoro, a non venire più nemmeno per i periodi festivi, perché come si dice: “non sia mai succede qualcosa là non ci sta nemmeno un ospedale a portata di mano“. Ringrazio i medici Pasquale Maria Morelli, l’ostetrica Rosanna Maioriello e le infermiere che mi hanno fatto partorire, il primario del reparto, De Novellis e tutte le infermiere del reparto che mi hanno assistito. L’ospedale di Piedimonte Matese in quanto a professionalità dello staff non ha nulla da invidiare agli ospedali di Roma, mancano solo i fondi”.

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