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Pignataro Maggiore – Truffa ai danni del comune di Roma e all’Esercito, indagati il sindaco Magliocca, assessori e segretari comunali

Pignataro Maggiore – La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nell’ambito dell’indagine, ha chiesto anche il sequestro preventivo delle somme percepite illecitamente. Una richiesta di sequestro che il Giudice per le Indagini Preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere non ha accolto, rigettando il sequestro preventivo. La lente della Procura si è fermata sul sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, attuale presidente della provincia di Caserta, per i suoi rapporti di dipendente con il municipio di Roma. Rapporti da qualche tempo cessati per il suo passaggio al municipio di Sparanise dopo aver vinto in concorso bandito dall’ente dell’Agro Caleno. Con Magliocca sono finiti sotto indagine i segretari comunali Anna Lisa Simone e Gaetana Napolitano. C’è poi Salvatore Vito che nel periodo dei fatti ha ricoperto il ruolo di vice segretario comunale. Indagati anche gli assessori, all’epoca dei fatti, Gerardo Del Vecchio e Antonio Palumbo.
Magliocca è accusato di truffa ai danni del comune di Roma perché, in qualità di sindaco del Comune di Pignataro Maggiore, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, con artifizi e raggiri consistiti, dapprima, nel farsi attestare falsamente la sua presenza presso la Casa Comunale di Pignataro Maggiore, in occasione dei Consigli o delle Giunte Comunali,  rispettivamente da Simeone Anna Lisa, quale Segretario comunale, dal 15.09.2016; da SALVATORE Vito, quale Vice Segretario; e da NAPOLITANO Gaetana, quale Segretario Comunale fino al 15.9.2016 – mediante la condotta di falsità ideologica e dopo, nel far pervenire al suo datore di lavoro – Comune di Roma Capitale – distaccato presso la Regione Campania – le false attestazioni di cui sopra, induceva in errore il predetto datore di lavoro, sulla reale presenza alle suddette convocazioni di consigli e giunte comunali, procurando così a sé l’ingiusto profitto economico, (corrispondente, al solo periodo monitorato, a complessivi euro 3.779,09 rapportati ad un totale di assenza pari a 413 ore e 32 minuti, suddivise in 301 ore e 8 minuti, per l’anno 2016, e 112 ore e 24 minuti per l’anno 2017 con pari danno economico per l’amministrazione pubblica di appartenenza).
Secondo la Procura della Repubblica che l’assessore (all’epoca dei fatti) Gerardo Del Vecchio avrebbe attestato falsamente la sua presenza alle giunte municipali. Per questa ragione l’ipotesi accusatoria a carico di Del Vecchio è di truffa militare pluriaggravata continuata in concorso. Stessa accusa a carico dell’altro assessore (all’epoca dei fatti) Antonio Palumbo.

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