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foto di repertorio

Sessa Aurunca / Cellole – Coltivazione di droga: 4 espulsi dalla provincia. C’è anche un ex poliziotto sessano. Tre denunciati a piede libero

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Sessa Aurunca / Cellole – La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha emesso una ordinanza cautelare a carico di quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, di coltivazione di sostanze stupefacenti. I carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca hanno notificato, nei giorni scorsi, agli interessati, l’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con cui si impone il divieto di dimora su tutto il territorio della provincia di Caserta. Fra le quattro persone destinatarie della misura figura anche un ex poliziotto di Sessa Aurunca, per anni in servizio proprio al Commissariato sessano. Si tratta di Aniello Landino, 62 anni, Sovrintendente Capo, ora in pensione. Ci sono poi due imprenditori agricoli, due fratelli originari di Marano (in provincia di Napoli) con attività e proprietà fra Sessa Aurunca e Cellole: si tratta di Simeoli Luigi (46 anni) e Simeoli Giuseppe (48 anni). Il quarto indagato colpito dalla misura cautelare del divieto di dimora in tutta la provincia di Caserta, è Francesco Pianese (66 anni) di Marano con azienda agricola in Cellole. L’indagine coinvolge anche altre tre persone che risultano indagate a piede libero. Si tratta di Federico Abbate (68 anni) di Cellole; Giovanni Grasso (59 anni) di Cellole; Rosanna Sorrentino (61 anni) di Cellole.
Le sette persone finite nell’inchiesta sono accusate a vario titolo di aver coltivato droga su fondi ubicati nel territorio comunale di Sessa Aurunca, nella zona al confine con la vicina Cellole. Le indagini che sono durate circa due anni hanno anche portato al sequestro di sostanze stupefacenti e di una piantagione con circa 200 piante di marijuana. I carabinieri di Sessa Aurunca, durante la fase di indagine, si sono avvalsi di intercettazioni telefoniche e tecniche, pedinamenti e appostamenti, riuscendo così ad incastrare i responsabili dei fatti.

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