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Purificazione dell’aria: quanto è inquinata casa tua?

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Le ricerche realizzate in Italia e nel resto del mondo a proposito delle abitudini di vita hanno evidenziato che ognuno di noi trascorre in un ambiente chiuso almeno il 90% della propria giornata: si tratta in genere del luogo di lavoro e, per il 70%, della propria abitazione.

Negli ultimi anni gli scienziati si sono quindi sempre più concentrati sullo studio dell’inquinamento indoor e hanno scoperto che la densità delle sostanze potenzialmente pericolose per la nostra salute può essere fino a 5 volte superiore rispetto quella esterna!

Le conseguenze sono malesseri di varia natura (nevralgia, disturbi respiratori e del sonno, allergie che si presentano all’improvviso, ecc.) che spesso addebitiamo a stress o stanchezza, senza sapere che, invece, basterebbe condurre una vita più salubre, migliorando la qualità dell’aria che respiriamo al chiuso e trascorrendo più tempo all’aria aperta.

Non possiamo negare che la pandemia ha aggravato questa realtà e ha pertanto alimentato il dibattito sulle possibili difese, come, per esempio, la riqualificazione gli edifici in cui viviamo e lavoriamo ma anche le moderne tecniche e tecnologie di purificazione dell’aria.

I pericoli degli ambienti confinati

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’aria intrappolata nei luoghi chiusi e poi inquinata dalle attività umane determina nel mondo, ogni anno, il 2,7% delle malattie. Riduce inoltre l’aspettativa di vita media di 2 anni e causa danni ai soggetti in età pediatrica precocemente esposti agli inquinanti domestici e delle aule scolastiche.

I dipendenti degli uffici possono contrarre la così detta “sindrome da edificio malato”, che causa irritazioni agli occhi, al naso, alle vie respiratorie e alla pelle nonché malessere e vertigini.

L’umidità in casa aumenta il rischio di sintomi e infezioni respiratorie, esacerbazioni asmatiche e comparsa stessa dell’asma. Altre patologie associate all’inquinamento indoor sono le allergie, la legionellosi, il tumore del polmone, le malattie cardiovascolari.

Anche nel breve termine l’esposizione agli inquinanti domestici ha un impatto sulla nostra salute e si evolve spesso in un’alterazione dello stato di benessere.

Individuare sistemi di purificazione dell’aria è indispensabile per tutelare la famiglia, i dipendenti e, in generale, le persone che condividono i nostri stessi spazi.

Ma quali sono questi nemici invisibili che vivono nel mezzo aereo e si spostano con esso?

Cosa c’è nell’aria di casa

Se potessimo eseguire un esame sull’aria di casa tua e mostrarti immediatamente i risultati avresti probabilmente una reazione di stupore ed allarme.

In realtà la composizione dell’aria domestica è variabile perché la miscela di sostanze cambia nel tempo e a seconda delle attività svolte all’interno. Non raramente però da queste analisi è emersa una concentrazione di inquinanti maggiore di quella esterna.

Sono una comune fonte di rilascio di sostanze tossiche:

  • i processi di combustione,
  • il fumo,
  • i detersivi per le pulizie,
  • gli antiparassitari per gli animali,
  • i pesticidi per le piante.

Alcuni mobili emettono formaldeide (nota anche come “formalina”), che si deposita nelle prime vie respiratorie ed è tossica, oltre a causare irritazioni agli occhi e alla pelle.

Gli stessi materiali edilizi con cui è stato costruito l’edificio contribuiscono in una certa misura, per esempio all’emissione di radon, un gas radioattivo che si accumula prevalentemente nelle rocce di origine vulcanica come lave, pozzolane, tufi e granito.

Occorre poi prestare attenzione a eventuali malfunzionamenti dei sistemi di condizionamento dell’aria, la cui scarsa manutenzione determina la formazione di un terreno di coltura ideale per le muffe.

La sola presenza di persone e animali fa il resto, è cioè responsabile della diffusione nell’aria degli inquinanti biologici più comuni come virus e batteri, funghi ed acari.

Tra gli inquinanti di natura chimica segnaliamo principalmente i VOC (composti organici volatili), il monossido di carbonio, il biossido di azoto e zolfo, il benzene e l’amianto.

Ufficio e purificazione dell’aria

Per gestire correttamente la qualità dell’aria in un ambiente chiuso occorre tenerne in considerazione le caratteristiche specifiche. Gli inquinanti presenti negli uffici, per esempio, fanno storia a sé se si escludono quelli di tipo biologico, comuni a ogni spazio confinato in cui siano presenti persone.

Negli uffici il maggior numero di VOC dipende infatti dalle sostanze pericolose che si annidano nelle resine dei toner, nelle colle, nelle vernici, nei solventi e negli adesivi.

Migliorare l’ambiente di lavoro per renderlo salubre è tra i doveri di ogni datore di lavoro e procedere alla sistematica purificazione dell’aria è quindi necessario.

L’Harvard Annual Review of Public Health ha messo addirittura in relazione le iniziative di potenziamento della igienicità dei luoghi di lavoro con l’aumentata produttività dei lavoratori.

Le tecnologie di purificazione dell’aria

Espedienti come le piante, le lampade di sale dell’Himalaya e gli oli essenziali costituiscono un aiuto contro l’inquinamento domestico. I rimedi naturali però non sono sufficienti e occorre guardare alle risposte date dalla ricerca e dall’avanzamento tecnologico.

Garantire un buon ricambio d’aria fa parte dei comportamenti consigliati, pur con le dovute cautele: aprendo le finestre si permette infatti l’ingresso dell’inquinamento esterno e questo è ancor più vero per gli appartamenti nelle vicinanze delle strade.

I purificatori d’aria sono soluzioni tecnologiche oggi avanzatissime, in parte basate sulla filtrazione Hepa ad alta efficienza e sulla filtrazione con carboni attivi, in altra parte su tecnologie più complesse, come la polarizzazione elettronica, la sterilizzazione termodinamica, la ionizzazione e l’irradiazione con luce ultravioletta.

Questi metodi di purificazione dell’aria più innovativi non si basano sul trattenere le particelle ma sull’immissione di sostanze capaci di reagire fisicamente e chimicamente con gli inquinanti aerodispersi.

Il depuratore d’aria riesce quindi a purificare l’aria degli ambienti chiusi sia trattenendo nei filtri le particelle dannose, sia immettendo nell’ambiente sostanze che reagiscono fisicamente e chimicamente con i VOC.

Le principali differenze tra i vari modelli riguardano soprattutto il funzionamento, le dimensioni e il design.

Per individuare il depuratore d’aria più consono alle proprie esigenze bisogna valutare anche la potenza, rapportandola alle dimensioni dell’ambiente da trattare. Bisognerebbe inoltre scegliere purificatori d’aria che abbiano positivamente superato test di capacità in laboratori universitari o privati.

Per fare un esempio, la linea di depuratori d’aria VARYA è stata testata dal Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Torino e dalla Floramo Corporation: i risultati hanno evidenziato una riduzione di oltre l’80% di 40 diversi inquinanti.

Risulta inoltre che il purificatore VARYA MAXI sia riuscito a eliminare il 99,99% del Coronavirus H1N1, noto anche come “influenza suina”. Questo fa ben sperare anche riguardo l’eliminazione di tutti i tipi di virus della stessa dimensione, come il SARS-CoV-2.

In futuro ne sapremo sicuramente di più, al momento è però indubbio che, a casa come in ufficio, dotarsi di questi dispositivi è attualmente la migliore scelta per la purificazione dell’aria interna e la salvaguardia della nostra salute.

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