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Caserta / San Cipriano / Casal di Principe – “Medico e pazienti brutti, sporchi, cattivi e di colore”. Centro medico per stranieri nel caos: Asl e sindaco immobili

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Caserta / San Cipriano / Casal di Principe  – Caos al centro medico per gli immigrati e gli stranieri di San Cipriano. La mediatrice culturale di qualche mese fa non c’è più. C’è un nuovo mediatore che però si attiene unicamente al suo ruolo. Resta solo un medico, una donna, a fronteggiare ogni tipo di situazione, a gestire la parte amministrativa burocratica e le esigenze sanitarie. Da tempo non è stato sostituito il medico che si è dimesso. Per questa ragione l’unico medico presente è costretto a fare il doppio del lavoro. Una situazione insostenibile sotto diversi punti di vista. Proprio per queste difficoltà il professionista, impegnato nel centro medico per stranieri, ha scritto al vescovo, al sindaco e all’Asl: “Ho accettato l’incarico di medico dei pazienti stranieri irregolari, con la consapevolezza che, quale medico cattolico, la vita mi aveva dato una grande opportunità. Quando dalla sede centrale dell’Asl a Casale di Principe ci hanno relegato in un tugurio a San Cipriano d’Aversa perché eravamo, medico e pazienti, brutti, sporchi, cattivi e di colore, mi sono detta che avrei fatto di quel tugurio un posto di accoglienza e di calore umano. Ho avuto la fortuna di avere una mediatrice culturale che la pensava come me in termini di accoglienza e pur di fare andare avanti l’ambulatorio si è prestata a fare anche cose che non erano di sua competenza, come gestire la parte amministrativa.  dopo tanto lavoro ci siamo riuscite. Solo che adesso l’Asl ha dato l’incarico della mediazione ad un’altra associazione, per cui la mia preziosa mediatrice non ci sarà più ed io avrò diversi problemi. Da quando il secondo medico che gestiva con me l’ambulatorio si è dimesso, nessuno lo ha sostituito ed io da mesi faccio il lavoro di due con la retribuzione di uno e questo già è faticoso, considerando che in 6 mesi abbiamo fatto 1000 accessi. L’Asl non mi fornisce una figura amministrativa già da tempo richiesta, il mediatore è fornito dalla nuova associazione e per la verità ho incontrato tutte persone serie professionalmente e il loro obiettivo è quello di svolgere bene il proprio lavoro ma quello di Antonella e il mio era un altro: quello di fare accoglienza ad un’umanità in cammino, accoglienza, psicologica, umanità, sanitaria, ciò che non può prescindere dall’essere medico cattolico. Ecco abbiamo bisogno di una mano affinché questo progetto non si interrompa, perché tanti sono i riconoscimenti dei pazienti e la nostra gioia è tanta”.

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un commento

  1. Coraggio, non demorda! Quello che sta facendo fa onore a Lei ed alla Asl per la quale opera.
    Mi auguro che, comprendendolo, le autorità preposte le vengano incontro.

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