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Perché l’Italia di Mancini ha vinto l’Europeo?

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

La forza del gruppo, compatto soprattutto nelle difficoltà, ha fatto la differenza

Nel calcio si sa non sempre è il più forte a vincere, e forse è questo il motivo principale che rende questo sport così nazionalpopolare in Italia. Già l’Italia, che non avrebbe dovuto vincere Euro 2020 perché i favoritissimi erano altri. E invece l’Italia ha vinto grazie alla forza del gruppo. Questa è stata infatti l’arma vincente, il segreto di un successo meritatissimo da parte degli uomini di Mancini. Il nostro c.t. è stato bravo a inculcare nelle loro teste il principio fondamentale su cui si basa il calcio moderno, ovvero quello per cui un calciatore da solo non va da nessuna parte. Solo se si gioca da squadra allora è possibile “fare miracoli”, solo se si aiuta il compagno in difficoltà e si predilige il passaggio intelligente rispetto alla magia in solitaria allora è possibile trasformare il sogno di vincere qualcosa in realtà. E l’Italia, dopo un’attesa di oltre 50 anni, è riuscita a trasformare il sogno in realtà!

Ormai è una certezza, e questi esempi lo provano!

A un mese di distanza dal trionfo dell’Italia a Euro 2020 possiamo finalmente tirare le conclusioni, affermando con certezza assoluta che è stato proprio il gruppo a fare la differenza. Rivedendo alcuni spezzoni delle partite più importanti dell’incredibile cavalcata azzurra, ci siamo resi conto che gli 11 messi in campo da Mancini hanno remato tutti nella stessa direzione aiutandosi a vicenda. Nel corso della gara contro l’ostica Austria, ad esempio, abbiamo visto uno stanchissimo Chiesa rientrare sempre e comunque, anche se la benzina ormai era davvero finita. Non solo: durante la gara con la Svizzera, Locatelli ha dato più del 110%, rendendosi pericolosissimo in avanti, come dimostrano i due goal segnati, e facendo filtro davanti alla difesa in modo da lasciare più liberi Chiellini e Bonucci di impostare. E potremmo così continuare offrendovi altri interessanti esempi. Non lo facciamo per non annoiarvi, perché racconterebbero ogni volta di come l’Italia con il cuore e con la volontà ha letteralmente superato sé stessa nonostante qualsiasi pronostico. I vincitori avrebbero dovuto essere altri, o la Francia o il Belgio, e così non è stato. Vuoi vedere che il gruppo sarà ancora una volta la nostra forza, soprattutto quando prenderemo parte a Qatar 2022? Molto probabilmente sì, perché Mancini insisterà nuovamente su questo aspetto (e per fortuna). Scommettiamo poi che quando starà per iniziare il Mondiale partiremo ancora una volta sfavoriti poiché i siti scommesse bonus senza deposito preferiranno Nazionali sulla carta più blasonate come il Brasile e l’Argentina? Non ce ne meraviglieremmo affatto. Ok che puntare su di loro non si sbaglia quasi mai, ma se gli scommettitori si fideranno di questi Azzurri, così coesi e così forti anche nelle avversità, forse faranno più che bene. Tenendo infine presente che presto la rosa dell’Italia potrebbe disporre anche di un futuro campionissimo come Zaniolo…Per carità non vogliamo influenzare nessuno con le nostre considerazioni, ma è certo che tra poco più di un anno ci faremo valere, come è successo a Euro 2020.

Il “caso” Immobile

Immobile è la rappresentazione plastica di quanto stiamo dicendo sull’importanza del gruppo; nonostante il suo compito sia quello di segnare goal a raffica, non si risparmia mai e rientra sempre a centrocampo per dare una mano. Un’ottima cosa certamente, però c’è un però. Questo suo dispendio di energie, dovuto al continuo correre a perdifiato, a Euro 2020 lo ha reso meno incisivo del solito. Se ricorderete, durante l’Europeo molti “esperti di pallone” avevano criticato la scelta di Mancini di insistere sull’ex Scarpa d’Oro, che in attacco non era più capace di graffiare. Alcuni di loro chiedevano a gran voce di sostituirlo dal primo minuto con Belotti, che se vogliamo dirla tutta è un bomber che si sacrifica ancor più di Ciro, altri invece con Raspadori, che è pur sempre un giovane di belle speranze su cui scommettere sì ma più avanti. Personalmente noi siamo stati d’accordo con il c.t. nel non aver rimpiazzato l’attaccante della Lazio, perché la sua fisicità ha sempre fatto comodo. E pazienza poi se alla fine sono stati altri a risolvere le partite segnando goal straordinariamente importanti. Ogni riferimento non è puramente casuale visto che stiamo parlando di Chiesa. Ecco Chiesa rispetto a Immobile, forse anche per la più giovane età, nonostante le continue sgroppate avanti e indietro è quasi sempre stato lucidissimo sotto porta. Una grande dote quella del calciatore della Juventus, che quest’anno farà certamente la fortuna di Allegri, che con lui potrà puntare a riconquistare lo scudetto dopo l’ultima stagione a tinte nerazzurre. E non è un caso se lo sosteniamo, perché, se ci pensate, questa freccia sulla fascia destra ha ancora tantissimi margini di miglioramento.

Il “caso” Barella

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Il caso Barella in parte è simile al caso Immobile: anche il centrocampista dell’Inter in molte occasioni è sembrato un po’ appannato quando chiamato a fare la differenza nel suo ruolo. Probabilmente perché mordere le caviglie dell’avversario, così da proteggere la difesa, e poi inserirsi in avanti è molto faticoso per chiunque, anche per l’ex Cagliari. O forse no? Secondo noi Nicolò rispetto a Ciro è arrivato a Euro 2020 già molto stanco, visto che Conte per potersi assicurare lo scudetto lo aveva “spremuto” ben bene. Barella infatti è stato un titolarissimo dell’Inter scudettata, il cui apporto è risultato quasi sempre determinante. Con l’allenatore leccese non ha solo faticato tantissimo, ma soprattutto è cresciuto tantissimo. E la Nazionale ringrazia, perché Nicolò oggi è forse il più forte centrale di centrocampo che c’è in Italia. Pazienza se anche lui, come Immobile, qualche volta ha staccato la spina. Tanto ci hanno pensato altri suoi compagni a non far sentire la sua mancanza, e non è un caso visto che gli Azzurri sono stati un gruppo durante l’Europeo e lo saranno anche a Qatar 2022. Magari Mancini tra più di un anno inserirà qualche nuovo calciatore, ma la sostanza non cambierà affatto.

 

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