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Fontegreca – Truffa e falso: ex tecnico comunale condannato, Montoro salvato dalla prescrizione

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Fontegreca. Truffa e falso, si è concluso il processo a carico di sei imputati giudicati dai giudici della I sezione penale collegio B del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’ex sindaco Antonio Montoro – così come gli altri 4 imputati sono stati salvati dalla prescrizione. Viene condannato, invece, l’ex tecnico comunale Antonio Iemma: 3 anni la pena inflitta dal giudice. Condanna contro cui il difensore dell’indagato – l’avvocato Giovanni Maiorisi – ha già annunciato ricorso in Appello. La prescrizione è stata dichiarata pure Antonio Ricci (nipote dell’ex assessore ai lavori pubblici Crescenzo Gianfrancesco e figlio di un ex consigliere di maggioranza). Ricci è titolare di un’impresa che avrebbe dovuto realizzare una scala antincendio mai nata. Prescrizione pure per  l’ingegnere di Piedimonte Matese Antonio Ricigliano, facoltoso professionista della zona, e l’imprenditore Carmine Iannella titolare di Tecnocostruzione di Benevento e Roberto Marcello.
Le accuse:
Truffa allo stato e falso in atto pubblico erano le accuse contro Iemma, Ricigliano e Iannella; abuso d’ufficio era l’accusa contro l’ex sindaco Antonio Montoro e l’imprenditore Antonio Ricci.  Una tessera fedeltà di un centro commerciale del napoletano permise alle fiamme gialle di Piedimonte Matese di ricostruire il tentativo di depistaggio. Infatti, quando gli investigatori contestarono l’assenza di computer, per 22mila euro, dalla casa municipale di Fontegreca, un impiegato di Tecnocostruzioni partì alla volta dell’Iper mercato napoletano dove acquistò, in contanti, apparecchiature per circa duemila euro, sistemandole poi negli uffici comunali. Gli investigatori risalirono al venditore e scoprirono i dati dell’acquirente grazie alla tessera fedeltà che lo stesso aveva sottoscritto. Una ingenuità che permise di smascherare l’intero gruppo di sodali. L’ex sindaco, secondo l’accusa, avrebbe permesso all’impresa del nipote dell’assessore ai lavori pubblici, attraverso una variante, di realizzare invece che la prevista scala antincendio una semplice impermeabilizzazione del tetto di una scuola; con costi sostanzialmente inferiori a quelli previsti. Ora arriva la sentenza di primo grado che condanna solo Iemma, per gli altri c’è la prescrizione

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