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Fattura elettronica per professionisti e imprese: in quali casi è obbligatoria?

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Quello dell’introduzione della fatturazione elettronica in Italia è stato un percorso a tappe iniziato nel 2014, quando divenne obbligatoria la fattura elettronica per le operazioni che coinvolgevano la Pubblica Amministrazione. È poi proseguito nel 2019 con l’obbligo di fatturazione elettronica esteso anche alle operazioni tra i privati, sia che si trattasse di attività B2B, sia che si trattasse invece di beni e servizi offerti al consumatore finale e classificabili quindi B2C, e potrebbe concludersi a breve, nonostante non ci siano al momento date fissate in proposito, con l’estensione dell’obbligo a tutti gli operatori IVA.

Ad oggi, infatti, a fare fattura elettronica sono nel nostro Paese meno del 60% dei possessori di Partita Iva: i vari interventi normativi in materia hanno previsto, del resto, specifiche situazioni quando è obbligatoria la fatturazione elettronica e condizioni, invece, che esentano dallo stesso obbligo.

Tra chi può non fare fattura elettronica e continuare ad affidarsi ancora alla tradizionale fattura cartacea o su PDF ci sono al momento:

  • soggetti non residenti o non stabiliti in Italia;
  • piccoli produttori agricoli;
  • professionisti sanitari e chiunque è obbligato a trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria;
  • i forfettari e chi gode di regimi fiscali agevolati;
  • le associazioni
  • e le società sportive dilettantistiche.

La “ratio” di questa esclusione dall’obbligo di fatturazione elettronica è, in generale, la necessità di semplificazione dell’iter e delle operazioni fiscali. Per ogni soggetto non ancora obbligato a emettere fattura elettronica, però, andrebbero fatti degli importanti distinguo. Nel caso dei soggetti non residenti o non stabiliti in Italia che, pure, compiano delle operazioni economicamente e fiscalmente rilevanti in Italia andrebbe considerato, per esempio, che la discriminante fondamentale è non aver sede in Italia: il solo avere un rappresentante fiscale in Italia non configura, cioè, l’obbligo di fatturazione elettronica. Per le associazioni e le società sportive dilettantistiche l’esonero vale solo nel caso in cui non sia stato superato il limite di 65.000 euro di fatturato (riferito ogni anno al precedente). Nel caso dei forfettari e di chi opera col vecchio regime dei minimi o a regime di vantaggio, ancora, l’esenzione dall’obbligo di fare fattura elettronica non riguarda automaticamente anche quella dall’attrezzarsi adeguatamente per poterle ricevere. Inoltre, anche i forfettari sono tenuti ad emettere fattura in formato elettronico per le operazioni eseguite nei confronti di Comuni, Regioni ed altre amministrazioni pubbliche.

Come adeguarsi all’obbligo di fatturazione obbligatoria?

Attivare la Partita Iva online e approfittando di servizi come Fiscozen significa, anche per un libero professionista o per una piccola partita IVA, potersi adeguare a quest’ultima previsione e farlo con costi facilmente sostenibili. Quello che garantiscono servizi “all inclusive” come questi sono, infatti, pacchetti personalizzati a seconda delle esigenze del proprio business a prezzi altrettanto “su misura” (si va, infatti, dai 299 € + IVA per i forfettari ai 200 € + IVA per l’apertura delle ditte individuali, eccetera). Per chi ha obbligo di fatturazione elettronica, invece, si tratta di servizi che aiutano ad adempiere soprattutto alla conservazione a norma e secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale delle fatture elettroniche e per il tempo previsto come standard (minimo 5 anni dal 31 dicembre dell’anno di emissione) perché sia possibile e semplice il loro ritrovamento e la loro lettura anche a posteriori. A tal proposito, segnaliamo ancora la piattaforma Fiscozen, che contiene un’apposita sezione per creare fatture, anche elettroniche, illimitate.

 

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