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Sempre più diffusi gli alimenti monodose

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Nei supermercati, così come nei piccoli negozi e addirittura nei distributori sono sempre più presenti le confezioni monodose. Singole porzioni di cibo, che sia frutta, formaggio o succo di frutta, da consumare al momento o da conservare in frigorifero. In questo ambito negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio boom, soprattutto in alcune zone del Paese. La realtà che dipinge questo tipo di abitudine è assai diversa rispetto a quella del passato: famiglie sempre più piccole, figli non sempre presenti o anche persone che vivono completamente da sole. In questa situazione ovviamente le maxi confezioni di alimenti stanno diventando un’eccezione, mentre la norma è la mono porzione.

Come si confezionano gli alimenti
La possibilità di trovare ovunque confezioni di alimenti monodose è correlata non solo alle nuove abitudini e al fatto che in Italia nascono sempre meno bambini, ma anche alle opportunità offerte dalle aziende che si occupano di confezionamento. Le bustine monodose per alimenti sono in alcuni casi un concentrato di tecnologia. Se a volte la confezione singola è semplicemente una versione rimpicciolita di quella multipla o gigante, ci sono casi in cui è la possibilità di utilizzare particolari materiali da confezione che ha permesso la nascita di questo tipo di prodotti. Pensiamo ad esempio alle buste di insalate pronte, che sono approdate nella grande distribuzione poco più di 15 anni fa; all’interno delle buste, che si formano attorno al cespo di insalata pulito, si inserisce puro azoto, evitando così l’ossidazione dell’insalata. Ci sono però alimenti che necessitano anche di protezione dalla luce solare, di materiali che sopportino il contatto con olio, sostanze acide o alimenti molto grassi. In molti casi questo tipo di opzioni si realizza utilizzando materiali accoppiati, che preservano l’alimento per giorni, settimane o mesi, a seconda degli ingredienti che contiene.

Il Covid 19 e le bustine monodose
Il boom delle vendite delle bustine monodose per alimenti c’è stato già qualche anno fa. È vero però che la pandemia ha spinto ulteriormente questo tipo di prodotti. La motivazione è semplice: il distanziamento sociale porta con sé anche la necessità di limitare la condivisione del cibo. Nelle mense oggi il pane è offerto già confezionato in bustine monodose, lo stesso dicasi per vari buffet, ad esempio in hotel e alberghi: tutto il cibo è spesso presentato in confezioni ermetiche, per limitare le possibilità di contagio. Avviene anche durante l’aperitivo tra amici, ognuno infatti ottiene la sua singola porzione di stuzzichini, a volte conservati in bustine monodose.

Continuerà anche in futuro
Come abbiamo detto il fenomeno della diffusione delle bustine monodose per alimenti ha varie cause. Per questo motivo le possibilità che perduri nel tempo sono elevate. Certo, è probabile che alcune abitudini cambino al termine della pandemia mondiale, ma alcune per quanto riguarda la condivisione del cibo si manterranno almeno per anni. Sommando le nuove esigenze del consumatore medio, più il timore delle contaminazioni, è anzi probabile che si preparino altri alimenti in bustine monodose, per renderne più facile la fruizione in ogni condizione.

 

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