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Sessa Aurunca –  Vergogne aurunche: pista ciclabile abbandonata da 14 anni

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Sessa Aurunca (di Carmine di Resta) – E poi parlano di rilancio di Baia del Litorale. Baia Domitia è sulla bocca di tutti per l’insipienza istituzionale e politica.   Si sta parlando della pista ciclabile sulla Strada provinciale 272 (via Pietre Bianche) che conduce dal fiume Garigliano a Baia Domizia è abbandonata da 14 anni i lavori da anni sono fermi al palo e forse non riprenderanno più.   Sotto accusa tutti soprattutto gli strilloni estivi che promettono a destra e a manca. I tanti turisti che percorrono la strada e vedono l’opera incompiuta l’hanno detto in tante lingue, inglese, tedesco, francese russo ecc.  “cosi vivete in Italia?”.  La stagione estiva sta per iniziare 60 giorni di “ammuina” poi il 15 settembre l’oblio su Baia che sta morendo piano piano. Nella famosa pista che non interessa alla politica infatti non porta voti, sono cresciute   solo tante  sterpaglie  Percorrere quel tratto di strada  è diventato veramente impossibile e quel poco di  pista costruita  per gli amanti delle due ruote, è stato sempre  inutilizzabile. Eppure è stato travagliato l’iter per la sua costruzione nel 2007 il Corpo Forestale dello Stato sequestrò il cantiere in quanto la Provincia aveva iniziato i lavori non sapendo che occorreva il parere dell’Ente Parco; infatti la pista che costeggia il fiume Garigliano è inserita nel Perimetro del “Parco “Foce del Garigliano –Roccamonfina”. Si è atteso, si sta attendendo ma il  silenzio politico e istituzionale  la noncuranza   regna sovrana.  I lavori, fermi da anni, rappresentano per l’immaginario collettivo un altro scandalo di opere pubbliche denominate “cattedrali nel deserto”. Il finanziamento pari a 600 mila euro si è ottenuto mediante i fondi europei in un sito di interesse comunitario. Nonostante ci sia stato qualche flebile tentativo di venire a capo di una situazione kafkchiana, nulla è stato risolto fin d’ora; poco o nulla.  C’è bisogno di sedersi ad un tavolo con i due Enti anzi tre, con il Comune di Sessa per poter mettere fine ad una vicenda che, agli occhi dell’opinione pubblica, si riflette come l’ulteriore “opera buffa”. L’intervento è stato predisposto per collegare Baia Domizia alla foce del Garigliano e per percorrere circa tre chilometri in bici o a piedi, su una pista ciclabile che doveva costeggiare anche il fiume comprensiva di illuminazione; Un progetto rivoluzionario ahinoi solo a parole.  Un lavoro  per arricchire i pochi servizi esistenti e  la sua funzionalità sopratutto per i turisti che d’estate invadono la città balneare. Ma i turisti vedendo questi scempi fanno dietro- front per altre mete.

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