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Piedimonte Matese – Cotton Village, la genesi di un abuso

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Piedimonte Matese –  Sono stati necessari due anni di indagine da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per arrivare al sequestro di una parte della più importante struttura commerciale del paese. La vicenda si innesta sulla realizzazione di un ampliamento sulla parte anteriore del Cotton Village, in adiacenza al fabbricato principale. L’indagine partita circa due anni fa (probabilmente da precisa denuncia) condotta dai carabinieri del Corpo Forestale di Alife. L’ampliamento in questione fu autorizzato nell’anno 2016 come parcheggio coperto pertinenziale, sfruttando una legge regionale, la 19 del 2001, che riprendeva la cosiddetta “Tognoli” (122/1989) e consentiva, tra le altre cose, la realizzazione in deroga allo strumento urbanistico vigente di parcheggi di pertinenza delle strutture commerciali. Ovviamente, la deroga riguardava i parcheggi e non altro. Invece, secondo l’ipotesi investigativa, la proprietà PM Immobiliare (gruppo SERI), non solo realizzava la struttura con un aspetto differente, ma gli dava anche una destinazione diversa (deposito all’interno ed in ampliamento del preesistente ristorante sul terrazzo di copertura). Tali difformità, nel 2016, furono sanzionate dall’allora responsabile con una ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi. A seguito di tale ordinanza, la società avviò una sanatoria che si concluse con il rilascio del permesso di costruire in sanatoria in data 31 Maggio 2018, con il quale i titolari si impegnavano a mantenere la destinazione a parcheggio dei locali.
In realtà, contrariamente all’impegno preso, la società avrebbe continuato ad utilizzare la parte inferiore a deposito e la parte superiore, durante il periodo estivo, come ristorante all’aperto (addirittura con manifesti che pubblicizzavano serate ed eventi). Secondo l’ipotesi investigativa, inoltre, sarebbe stata realizzata, in maniera non conforme, sulla copertura dell’ampliamento, un chiosco per la preparazione degli aperitivi e per serate. Il tutto senza alcuna autorizzazione.  Finora, almeno fin quando c’è stata l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Luigi Di Lorenzo, il municipio, avrebbe fatto finta di niente, anzi, sindaco e assessori sono spesso seduti a quei tavoli per trascorrere conviviali serate. Dopo le denunce, tuttavia, il comune si è trovato costretto a fare altra ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi. Pochi giorni fa è scattato il sequestro degli abusi da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

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