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Caianello / Teano – Lei è gravemente malata, l’Asl non eroga l’assistenza. Il giudice ordina ma Conca non esegue

Caianello / Teano – L’Asl, attraverso la struttura ADI, non ha erogato i necessari servizi ad una donna di Caianello con gravissime patologie. I familiari si rivolgono al giudice – attraverso l’avvocato Marisa De Quattro – che condanna l’Asl ad eseguire le necessarie prestazioni. Una sentenza che sembra non essere servita a nulla. Infatti, almeno finora, la struttura di Assistenza Domiciliare Integrata – guidata dal medico Roberto Conca –non ha ancora erogato i servizi previsti. Come mai? Quali le ragioni che spingono Conca ad ignorare anche una sentenza di un giudice?
In un momento storico come quello attuale, dove si è riscoperta l’importanza del ruolo della sanità pubblica e soprattutto di quella di prossimità, non si può tacere dinanzi a gravi episodi che accadono ai danni dei più deboli, dei senza voce. È il caso di una paziente affetta da gravi patologie – che la costringono, da molti anni, a letto – che seppure inserita nell’ambito dell’assistenza domiciliare Asl, per ottenere l’attuazione del piano individuale stilato, peraltro, dalla stessa Asl è dovuta ricorrere all’autorità giudiziaria. Invero, il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, giudice Caroppoli, con ordinanza del 7 aprile scorso ha imposto alla Asl distretto di Teano la concreta e piena attuazione del piano di assistenza domiciliare previsto per la paziente e di tutte le cure necessarie. Il provvedimento è stato emanato su ricorso d’urgenza ad istanza del marito e tutore della paziente. Questo provvedimento però non è stato ben accolto dai dirigenti dell’ADI di Teano, che continuano a disapplicare il piano individuale e a fornire  un’assistenza frammentata, in danno al quel sacrosanto diritto alla salute e alla assistenza.