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Pantaleo di Pilato

Mondragone – Uccise l’amico con 80 coltellate, condannato a 14 anni di carcere

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Mondragone – Uccise l’amico, durante una lite, con 80 coltellate, in gran parte sferrate al collo e al volto. Un delitto crudele, consumato all’interno della casa della vittima, nel comune di Mondragone. Oggi l’assassino, Francesco Pernici, 80enne, è stato condannato alla pena di 14 anni e 3 mesi di reclusione. I giudici hanno riconosciuto l’ipotesi dell’omicidio d’impeto con l’aggravante della crudeltà ma hanno concesso all’imputato, reo confesso, le attenuanti generiche. Accolte parzialmente le tesi del difensore di Pernice, l’avvocato Gabriele Gallo, che aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti e la derubricazione del reato in omicidio preterintenzionale. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena ben più severa: 21 anni. 

La difesa dell’imputato:
In una udienza precedente, quella di qualche mese fa, l’imputato si è difeso affermando “di essere molto dispiaciuto per l’accaduto e che non voleva uccidere Pantaleo Di Pilato”.  L’assassino, inoltre, ha ricostruito il suo rapporto con la vittima – un rapporto fatto di amore e odio – chiarendo che la sera dell’omicidio fu costretto a difendersi dall’aggressione che la vittima attuò nei suoi confronti.  

La vicenda:
Francesco Pernici uccise l’amico Pantaleo Di Pilato, 90enne con una serie di coltellate al volto tanto che – scrive il perito nella sua relazione – il viso fu devastato.  “Per quanto attiene le lesioni al volto appare immediatamente evidente la vasta demolizione del viso provocata dall’uso di mezzo tagliente che, animato da forza viva, si è approfondito nei tessuti sottostanti lacerando, i tessuti molli (cute, sottocute e muscolo) sino ad evidenziare il tessuto osseo sottostante. AI volto l’azione demolitiva della lama rende evidente tutta l’emiarcata dentaria superiore ed inferiore e l’arcata inferiore di sinistra. Tranciato, dall’azione della lama, in due parti il padiglione auricolare di sinistra. Si segnala inoltre un taglio orizzontale che dalla regione zigomatica destra, passando sulle ossa nasali, recidendo anche le suddette ossa, giunge sino allo zigomo di sinistra. Trattasi di lesioni, che atteso il loro approfondimento nei tessuti sottostanti hanno interessato la componente vascolare, pertanto trattasi di lesioni idonee a determinare il decesso”. Questo e altro ancora ha spiegato il medico legale all’interno dell’ultima udienza che si è svolta presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il giudice ha aggiornato l’udienza al prossimo mese di dicembre.
Un atroce delitto consumato fra mura domestiche, fra due vecchi amici. L’accusa ha ipotizzato l’aggravante della crudeltà. Al culmine di una lite Francesco Pernici, 80enne (difeso dall’avvocato Gabriele Gallo) uccise l’amico Pantaleo Di Pilato, 90enne. I due anziani si conoscevano e l’uomo era stato a casa della vittima, novantaquattrenne, e dopo una lite si scagliò contro Di Pilato con un taglierino infliggendo numerose coltellate. Lo lasciò in una pozza di sangue scappando per poi lui stesso confessare il delitto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri guidati dal tenente colonnello Loreto Biscardi, l’omicida, ultraottantenne, mentre discuteva con la vittima per vecchi dissapori mai risolti venne, colto dall’ira, con un’arma uccise l’amico. Lasciò l’abitazione in viale Marechiaro, richiudendo la porta dell’appartamento alle sue spalle. Venne ritrovato dai carabinieri di Mondragone e poco dopo confessò il delitto.  La vittima, Pantaleo Di Pilato, aveva un rapporto molto stretto col suo aggressore. Era un uomo distinto e cordiale che passeggiava per le vie del lungomare mondragonese in compagnia del suo cane, un meticcio di piccola taglia.

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