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Pignataro Maggiore / Camigliano – Accusa forti dolori, respinta 3 volte dall’ospedale: Muore 68enne. Le accuse dei periti contro i medici

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Pignataro Maggiore / Camigliano – “… l’intervento chirurgico veniva effettuato soltanto alle successive ore 12,00, ovvero dopo circa 11 ore e mezzo dal momento di refertazione radiologica, configurando un ritardo adeguatamente in grado di condizionare la successiva evoluzione della vicenda clinica…”.
“… il comportamento tecnico tenuto dai Sanitari dell’A.O.R.N. “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, in ordine alle criticità sopra esposte, non fu conforme alle buone pratiche clinico-assistenziali così come previste dall’arte chirurgica…”.
“… Il decesso della Sig.ra Lombone, secondo quanto emerso dalla documentazione agli atti, è da riferire a shock settico attendibilmente legato alla diffusione sistemica di germi intestinali. La condotta tenuta dai Sanitari svolse un apprezzabile ruolo nel determinismo di tale condizione esitiale: essa favoriva dapprima la rottura diastatica del cieco rilevata intraoperatoriamente per ritardo di effettuazione del primo intervento chirurgico ed in seguito la deiscenza dell’anastomosi ileo-ileale che era in quel contesto controindicata. Pertanto, il comportamento tenuto determinava un netto peggioramento della prognosi della Sig.ra Lombone in grado di ridurne significativamente le probabilità di sopravvivenza alla condizione di occlusione intestinale ad ansa chiusa da complicazione di malattia diverticolare…”.
Queste, in sostanza, le conclusioni dei periti che hanno relazionato al giudice sulla vicenda che portò alla morte di Maria Lombone dopo la denuncia querela, presentata dai familiari, contro alcuni medici dell’ospedale civile di Caserta che decisero, per ben tre volte, di non accettare il ricovero della donna. La rimandarono a casa nonostante avesse forti dolori addominali. Per ben tre volte rifiutarono il ricovero alla donna nonostante le suppliche del figlio. Il 27, il 28 e il 29 luglio del 2019 Andrea accompagnò sua madre, Lombone Maria, presso l’ospedale di Caserta. Per ben tre volte la donna dopo una breve visita fu rimandata a casa. Il giorno successivo, 30 luglio 2019, per l’aggravarsi delle sue condizioni generali, la 68enne fu ricoverata e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Restò nell’ospedale circa un mese e poi, purtroppo, morì a causa dei danni prodotti dall’occlusione intestinale che aveva subito. Il figlio, Andrea, chiede giustizia per la madre morta. Chiede alla Procura di fare piena chiarezza sull’intera vicenda che ha coinvolto la donna. Chiede ai giudici di sapere se la madre, attraverso un intervento tempestivo, poteva essere salvata.

 

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