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Alto Casertano – Gelate notturne, ulteriori danni al settore agricolo. Centinaia di imprese in ginocchio. I consigli dell’esperto

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L’abbassamento repentino delle temperature che si è avuto in quest’inizio di aprile ha ulteriormente aggravato una situazione agricola già di per sé provata dalla morsa della pandemia. Gli sforzi produttivi dei nostri agricoltori, contro tutto e tutti, sono stati ulteriormente penalizzati dalle temperature gelide. I danni si vedranno tra qualche giorno, l’abbassamento di temperatura per irradiazione è stato molto rapido e, in alcuni casi, la bassa umidità dell’aria ha impedito la formazione della brina. Alle prime ore del mattino i termometri provinciali segnavano temperature da -2°C a -5°C sebbene la risalita delle temperature sia stata rapida.

Quali le colture maggiormente interessate?
I danni alle coltivazioni, da quantificarsi nei prossimi giorni, si sono diversificati in funzione delle zone e, di conseguenza, del tipo di colture praticate. Le aree dell’agro aversano hanno ottenuto danni maggiori sulle coltivazioni di erba medica e sulle giovani piantine di ortaggi (maggiormente pomodoro) appena trapiantati. Anche le viti, come altri fruttiferi che, per il caldo di inizio marzo, avevano iniziato a mostrare i primi germogli hanno sicuramente avuto danni che si ripercuoteranno sulla produzione. Nell’agro caleno, e muovendoci in direzione nord verso l’alto casertano, la situazione è addirittura peggiore si segnalano danni seri, anche se non ancora quantificabili percentualmente parlando, sulle produzioni di peschi, albicocchi, ciliegi, meli, peri, kiwi, e viti. In effetti, ad eccezione forse dei noccioli, tutte le coltivazioni sono state interessate. Le aree del Matese, del Monte Maggiore e del Roccamonfina hanno avuto sorte peggiore in funzione di temperature ancora più basse rispetto alla media provinciale. Si può riassumere che le eccellenze di Terra di Lavoro hanno subito ancora una volta un duro colpo.

Come muoversi?
In questo periodo tutto appare molto complicato e complesso, gli uffici preposti sono parzialmente operativi e non per colpa di chi ci lavora, ma per tutto ciò che stiamo vivendo e quindi le operazioni di verifica potrebbero andare a rilento. Ma le gelate di queste notti hanno fatto traboccare vasi già colmi e non si può attendere. Ora più che mai non possiamo e non dobbiamo dividerci su chi deve fare cosa, su chi dovrà prendersi i meriti o chi dovrà essere messo alla gogna. La politica, gli amministratori, le associazioni di categoria e i tecnici del comparto agricolo, devono remare insieme e parlare con un’unica voce e, se occorrerà, forzando anche la mano. Si predispongano immediatamente regolamenti, domande e perizie tecniche di quantificazione dei danni e si dia la possibilità ai nostri imprenditori agricoli di ottenere quanto di competenza né più e né meno di come si procede in altri comparti produttivi allorquando si manifestano crisi settoriali.

(nota a cura di  Crescenzo Compagnone, Agronomo)

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