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Teano / Alife / Sant’Angelo D’Alife – Scuola chiusa, i sindaci “fuorilegge” e il Prefetto che non vede e non sente

Teano / Alife / Sant’Angelo D’Alife – Alcuni sindaci, per fortuna pochissimi, hanno deciso di ignorare quanto disposto dal Ministero dell’Interno in merito alla riapertura delle scuole. Fra i sindaci “fuorilegge” ci sono il primo cittadino di Teano, Dino D’Andrea; quello di Sant’Angelo d’Alife, Michele Caporaso e la fascia tricolore di Alife, Maria Luisa Di Tommaso. Loro, infatti, con apposite ordinanze hanno prorogato la chiusura delle scuole sui rispettivi territori comunali. Hanno violato, concretamente, quanto previsto dalla circolare appositamente emanata dal Ministero proprio per evitare il proliferare di “napoleoniche” decisione in merito alla scuola.  Una materia, quella della scuola, delicatissima sulla quale, purtroppo, da diverso tempo regna la confusione più totale. “….  il suddetto articolo prevede, al comma 1, che, dal 7 al 30 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale e indipendentemente dalla classificazione degli scenari di rischio epidemiologico, i servizi educativi per l’infanzia, l’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, nonché la scuola primaria e il primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado si svolgano con modalità in presenza.
Appare opportuno rilevare come tale previsione non ammetta alcun intervento in deroga da parte dei Presidenti delle regioni e delle province autonome e dei Sindaci, in conseguenza dell’adozione di proprie specifiche ordinanze, tranne che in casi di natura eccezionale, legati alla presenza di focolai o a un grado estremamente elevato di rischio di diffusione del virus e delle relative varianti.
Come precisato nella medesima disposizione, i provvedimenti di deroga, che potranno riguardare anche specifiche aree territoriali, dovranno essere adeguatamente motivati e adottati all’esito di confronto con le competenti autorità sanitarie e in conformità ai princìpi di adeguatezza e proporzionalità. …”
Questi passaggi cruciali che rendono le scelte di D’Andrea, Caporaso e Di Tommaso, prive di qualsiasi efficace.  In un paese normale, fatto di gente normale e governato normalmente, sarebbe già intervenuto il Prefetto per imporre ai sindaci “distratti” di ritirare le proprie decisioni. Ciò non è ancora avvenuto. La Prefettura è semplicemente distratta? Impegnata in altro?