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Teano – Scuole: D’Andrea conferma la chiusura. Il “futuro” dimenticato

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Teano – Il sindaco di Teano, Dino D’Andrea sembra non pensare al futuro. La scuola resta ancora chiusa. Confermata la didattica a distanza. L’emergenza Coronavirus, è questo il sospetto, potrebbe essere utilizzata per nascondere una serie di inefficienze della macchina amministrativa sidicina; inefficienze che renderebbero ancora oggi alcune scuole inagibili. Potrebbe essere riassunta così la vicenda legata al comportamento scelto dal sindaco in merito alla riapertura delle scuole. Probabilmente D’Andrea e la sua “bizzarra” maggioranza appare ben lontano dalla posizione scelta dal governo e dal presidente della Francia Macron che ha fatto un patto fra generazioni: «Chiudiamo le attività, ma non penalizziamo gli studenti, perché sono il nostro futuro». D’Andrea, probabilmente, ha ritenuto di fare diversamente. A Teano, probabilmente, a meno che non ci sia una grave condizione sui nuovi contagi che non conosciamo, si pensa poco al “futuro”.
Infatti la situazione dei contagi in paese è in calo tanto che oggi si contano 69 positivi. Questi i numeri pubblicati dall’Asl nel quotidiano rapporto sull’epidemia. Così, domani, nella gran parte dei comuni della provincia di Caserta, i più piccoli torneranno in classe riallineando anche la Campania, lentamente, al resto d’Italia. Qualche sindaco, invece, ha deciso, attraverso proprie ordinanze, di rinviare ancora la riapertura delle scuole. Addirittura il sindaco Dino D’Andrea, giusto per essere veloce e per non perder tempo in cose inutili, ha comunicato ai dirigenti scolastici di voler confermare l’ordinanza emessa lo scorso 19 febbraio 2021 quando il numero dei contagiati era pari a 118, quasi il doppio di oggi.
La questione “scuola” potrebbe rappresentare il peggior fallimento dell’attuale amministrazione sidicina, soprattutto se si considerano gli enormi fondi spesi dopo la prima ondata del contagio per assicurare un ritorno in classe sicuro. Soldi spesi inutilmente visto che le scuole sono state chiuse quasi subito dal governo centrale e ora, anche per decisione dei Sindaci, (solo alcuni) continuano a restare ferme e non si sa quando riapriranno in presenza.

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