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Alife / San Potito Sannitico / Castello Matese –  Spaccio di droga, la banda Cappello sotto processo: rischiano pesanti pene

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Alife / San Potito Sannitico / Castello Matese – La sentenza potrebbe arrivare fra qualche settimana. Gli imputati hanno scelto il rito abbreviato per ottenere uno sconto sull’eventuale condanna. Nonostante questo tutti rischiano pene molto severe. Fra qualche settimana è stata fissata l’udienza nella quale il Pubblico Ministero formulerà le proprie richieste. Poi, probabilmente in udienze successive, sarà la volta degli avvocati difensori. Attualmente tutti gli imputati si trovano alcuni in carcere, altri ai domiciliari.
Le persone coinvolte nella vicenda sono CAPPELLO Valerio, nato a Piedimonte Matese (CE) residente San Potito Sannitico; CARAVELLA Salvatore, nato a Piedimonte Matese (CE) residente Alife;  LUCIANI Silveria, nata a Piedimonte Matese (CE) residente San Potito Sannitico; RICIGLIANO Marco, nato a Piedimonte Matese (CE) residente San Potito Sannitico; CAPPELLO Giovanni, nato a Piedimonte Matese (CE) residente San Potito Sannitico.
Nella stessa indagine sono coinvolte altre due persone, con un ruolo marginale, indagate a piede libero, Palumbo Mirko di Castello del Matese e Albano Angelo di Caiavano. La loro posizione processuale è stata stralciata e quindi seguirà un iter diverso. Nel collegio difensivo figurano gli avvocati, Stellato Giuseppe, Luca di Caprio, Roberto Vitelli e Claudio Romagnoli
L’indagine, intrapresa nel luglio del 2016 e conclusasi nel mese di maggio del successivo anno 2017, permetteva di individuare una organizzazione dedita alla commercializzazione di sostanze stupefacenti operante in San Potito Sannitico (CE) che aveva organizzato una vera e propria “piazza di spaccio” con la vendita presso il domicilio della coppia CAPPELLO Valerio e LUCIANI Silveria, dotato di sistema di videosorveglianza per verificare eventuali controlli delle forze dell’ordine.  Nel corso delle indagini emergeva che il gruppo aveva quale fornitore di “fiducia” RICIGLIANO Marco il quale a sua volta utilizzava dei “corrieri” per rifornire lo stupefacente nonché “pusher” per la cessione dello stupefacente al dettaglio.  Gli accertamenti svolti in fase d’indagine, nel consentire l’arresto  di  uno dei corrieri del RICIGLIANO ed il sequestro dello stupefacente, rilevavano la capacità operativa dell’associazione in grado di gestire e immettere sul mercato ingenti ed eterogenei quantitativi di sostanza  stupefacente (cocaina, eroina, hashish), dimostrando capacità di approvvigionamento continuo e sistematico, con cadenza giornaliera e con una suddivisione di compiti strutturalmente volti alla vendita al dettaglio, effettuata anche in luoghi convenzionali ed isolati, ben conosciuti alla “clientela”, quasi tutti studenti ed operai, che acquistavano la sostanza stupefacente per consumo personale o di gruppo. Lo spaccio avveniva previo contatto telefonico con linguaggio convenzionale e cifrato, quasi mai esplicito, per concordare gli incontri e le cessioni che si verificavano in maniera discreta e veloce in luoghi abitudinari dei Comuni di San Potito Sannitico (CE), Piedimonte Matese (CE), Gioia Sannitica (CE), Sant’Angelo di Alife (CE), Alvignano (CE) e Dragoni (CE).

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