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Vairano Patenora – Segretario trascina municipio a giudizio, l’ex sindaco Robbio: mai fatto pressione per atti illegittimi.

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Vairano Patenora (nota dell’ex sindaco Giovanni Robbio) – “Ho appreso con stupore dell’esistenza di un processo nel quale ero chiamato in causa dall’ex segretario e del quale nessuno mi aveva informato. Ho appreso con piacere invece che il giudice non ha dato credito alle menzogne della ricorrente condannandola anche al pagamento delle spese. Tale procedimento iniziato nel 2013, cioè quando il sottoscritto non era più sindaco, mirava al riconoscimento di una causa di servizio che secondo l’interessata le spettava perché affetta da patologie insorte o aggravate dallo stress causatole dal “pressing attuato anche dal sindaco Robbio per la certificazione di atti non legittimi”. Devo ritenere che il segretario forse non ha ben chiaro il concetto di legittimità, e lo confonda con quello di piacere. Infatti il chiedere il riconoscimento di una causa di servizio (e quindi soldi allo Stato) adducendo false motivazioni è una cosa che può far piacere ma non è cosa legittima. Se ricordasse per esempio il motivo del suo di licenziamento da segretaria comunale in Vairano, si renderebbe conto che anche allora la legittimità non stava dalla sua parte. Infatti aveva espresso parere negativo alla revoca di una delibera consiliare (l’approvazione della variante al piano regolatore relativamente alle zone PIP) la quale, anche se approvata dalla precedente Amministrazione con il suo avallo, era illegittima. E ciò non lo diceva il sindaco Robbio, che ne propose la revoca, ma bensì il TAR Campania che, chiamato in causa da un cittadino, rigettava il suo ricorso dichiarando che le motivazioni addotte in delibera erano più che sufficienti a giustificare quell’atto di revoca.  La legittimità di un atto quindi non è una valutazione soggettiva che varia in base alla propria convenienza o ai propri interessi, ma bensì un giudizio obiettivo che rispetta leggi o norme, anche quando ciò non fa piacere. Ed è questa convinzione che ha sempre guidato la mia azione ammnistrativa.  In ogni caso, ritenendo che quanto affermato negli atti in merito all’operato del sottoscritto sia offensivo della sua dignità e della sua moralità, dopo aver preso visione degli atti prodotti in tribunale, si riserva di presentare una querela per diffamazione e calunnia”.

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