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Uno dei due furgoni mentre lascia la Sir di Marzanello per trasferire i pazienti a Sessa Aurunca

Vairano Patenora / Sessa Aurunca – Malati mentali come pacchi postali: per arricchire Schiavone e per le mazzette a Carizzone. La Procura conferma il nostro allarme

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Vairano Patenora / Sessa Aurunca – La scandalosa vicenda legata ai malati della Sir di Marzanello viene a galla nell’inchiesta con cui la Procura della Repubblica ha sconvolto il mondo imprenditoriale, politico e sanitario della provincia di Caserta. L’azione dei magistrati, ora, mette nero su bianco tutte quelle cose che la gente pensava e diceva nel corso degli anni.  Qualche anno fa, ad esempio, ci fu il “ratto” di Marzanello quando, improvvisamente, senza alcun preavviso, tutti i pazienti della Sir vennero caricati su due furgoni scuri e trasferiti presso le strutture sanitarie della Emmedue di Sessa Aurunca, della famiglia di Michele Schiavone. I pazienti, in sostanza venivano trattati come pacchi postali con l’avallo dell’Asl. L’obiettievo, ora, almeno secondo l’indagine della Procura, appare chiaro: arricchimento delle aziende di Michele Schiavone e contestualmente garantire mazzette (circa 1.800 euro al mese) al dirigente Luigi Carizzone, direttore di dipartimento di salute mentale. Tutto in barba alle procedure, senza alcun rispetto per i malati. Dopo il “ratto” di Marzanello al nostro giornale arrivò una telefonata di una madre di un paziente: “Sabato scorso sono stata raggiunta da una telefonata di un dottoressa che ha detto di chiamarsi Bonacci Tamara (anche lei finita nell’inchiesta della Procura sullo scandalo Asl) che mi preannunciava il trasferimento del mio congiunto dalla Casa Famiglia di Sessa Aurunca.”. Con queste semplici parole, giunse la notizia in redazione, dall’altro capo del telefono uno dei familiari dei pazienti psichiatrici prelevati dalla Sir di Marzanello che furono (de)portati in una casa famiglia di Sessa Aurunca.  La notizia fece scalpore sia per le modalità (vennero caricati in due furgoni di proprietà della Emmedue, come pacchi) sia per la scelta della struttura che scatenò immediate proteste da parte di tutte le altre strutture del territorio che erano interessate ad ospitare i pazienti, anche perché l’interesse non era di poco conto. Ogni paziente infatti rappresentava e rappresenta un valore economico molto interessante (dai 20.000 ai 30.000 euro annui).  Numeri che se moltiplicati per i tanti pazienti “impacchettati e trasferiti” a Sessa Aurunca, nelle cliniche di Schiavone, rende chiaro il vantaggio economico procurato all’imprenditore.

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