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Elon Musk investe nel futuro dei Bitcoin

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Di certo i bitcoin stanno diventando degli strumenti di investimento di tendenza, al punto che il vulcanico padre di Tesla Elon Musk ha preso in considerazione l’ipotesi di accettarli in qualità di mezzi di pagamento. Google e Apple sono altre due aziende che hanno vagliato tale soluzione. Tuttavia, la maggior parte degli esperti del settore ritiene che il futuro del bitcoin non sia quello di una moneta di scambio, quanto piuttosto quello di un mezzo di investimento, con tutti i pro e i contro che una situazione del genere può comportare.

L’effetto Musk

Di certo l’effetto Musk ha inciso sulla reputazione del bitcoin: se un magnate della sua statura ha manifestato un così grande interesse nei confronti della moneta virtuale un motivo ci dovrà pur essere, no? Vale la pena di tornare alle radici del bitcoin, comunque, per verificare e apprezzare le sue caratteristiche. Stiamo parlando di una moneta digitale, cioè di una criptovaluta: al giorno d’oggi al mondo esistono oltre 2.500 valute di questo tipo, ma il bitcoin è senza dubbio la più celebre. Come noto, non esiste un’autorità monetaria dietro la sua creazione: insomma, la sua distribuzione non dipende da una banca centrale.

Come funzionano i bitcoin

E allora in che modo funzionano le transazioni in bitcoin? A legittimarle provvede una rete decentralizzata che si fonda sulla tecnologia della blockchain. Si ha a che fare con una specie di enorme banca dati digitale, dove tutti hanno la possibilità di accedere ai dati e di verificarli; dati che, per altro, non si possono modificare. L’inventore del bitcoin è Satoshi Nakamoto, ma in realtà dietro questo nome si cela un team di informatici. La moneta è stata realizzata per prendere il posto del sistema bancario e della Banca centrale dal punto di vista della gestione dei sistemi di pagamento. A dire il vero, però, ora è soprattutto uno strumento di investimento, e sono in pochi a usare il bitcoin come moneta.

Che cosa ha fatto Tesla?

Tesla ha reso noto di avere intenzione di accettare, in un futuro non troppo lontano, la moneta virtuale come sistema di pagamento per l’acquisto delle sue vetture. C’è chi pensa che questo annuncio potrebbe essere seguito da altri simili di altri colossi industriali, ma in realtà non si possono avere certezze in questo ambito. Al momento il bitcoin sta conoscendo una consistente impennata delle quotazioni. Ciò potrebbe essere, per paradosso, un ostacolo per le intenzioni di Tesla: è chiaro, infatti, che maggiore è il valore di un singolo bitcoin e più diventa complicato servirsene come strumento di pagamento. Se nel corso del 2019 il valore della valuta digitale era aumentato del 300%, nelle prime settimane del 2021 la crescita è stata di oltre il 60%, e nei giorni scorsi si è arrivati a un picco superiore ai 48mila dollari, mai raggiunto in precedenza. Musk ha fatto sapere alla Sec di avere acquistato un miliardo e mezzo di bitcoin tramite Tesla.

La volatilità dei prezzi

In attesa di capire se anche Apple possa realizzare una mossa simile, ciò che appare chiaro è che il bitcoin non dovrebbe diventare una valuta di riferimento nelle transazioni. Insomma, non è semplice ritenere che la mossa di Musk possa avere un impatto importante. Non va dimenticato che allo stato attuale è previsto un limite relativo alla quantità di valuta digitale che si può produrre: il tetto è stato individuato in 21 milioni di bitcoin. In base alle informazioni di Chainanalysis, poco più dell’1% delle transazioni effettuate con questa moneta virtuale può essere fatta risalire a scambi commerciali.

Le quotazioni in crescita

È evidente che se la moneta in circolazione è scarsa la sua quotazione è destinata ad aumentare nel momento in cui il suo utilizzo dovesse aumentare, e ciò finirebbe per disincentivare il ricorso al bitcoin. Insomma, si ha a che fare con uno scenario in cui qualunque genere di rapporto finanziario è ostacolato dalla criptovaluta. non avrebbe senso chiedere un prestito o sottoscrivere un mutuo in bitcoin, per esempio: il finanziamento sarebbe molto più costoso con un valore che nel corso del tempo è destinato ad aumentare.

Quale piattaforma utilizzare per investire in Bitcoin

Sul web ci sono molte piattaforme e software per investire in Bitcoin. Ad esempio Bitcoin Code è un software che promette a chi lo utilizza di ottenere la libertà finanziaria: il che vuol dire poter guadagnare tutti i giorni con un impegno minimo. Ma sarà davvero così? In effetti il mercato propone diverse piattaforme poco affidabili, che promettono introiti consistenti ma poi presentano problemi di varia natura che scoraggiano gli investitori. Dare uno sguardo al sito di Bitcoin Code può essere utile per capire se si ha a che fare con un sistema attendibile o meno. La registrazione, comunque, è gratuita, ma è bene essere attenti, anche perché la traduzione dall’inglese all’italiano, a dir poco discutibile, è già un primo campanello d’allarme preoccupante.

 

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