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Antionio Della Rocca e la sua auto appena ripescata nel Volturno

CAIAZZO – Scomparso dopo l’ultimo bacio, un mistero che resiste da 42 anni

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

CAIAZZO –  La sera del 24 maggio 1979 disse ai suoi genitori che sarebbe andato dalla sua ragazza per rientrare, come sempre, intorno alle 22. Alle 21 lasciò la casa del suo amore, sulla porta la baciò e poi si mise in macchina per raggiungere la sua famiglia, a Caiazzo. Pochi chilometri che, però, non completerà mai. Di lui mai più nessuna traccia. La sua auto ritrovata nel fiume Volturno, dentro una scarpa e il portafoglio con i documenti.
Sono trascorsi 42 lunghissimi anni dalla scomparsa del giovane Antonio Della Rocca ma i familiari non trovano ancora pace fino a quando, almeno il corpo del loro carissimo congiunto non verrà ritrovato. Almeno vogliono conoscere la sorte toccata a quel ragazzo, semplice, lavoratore, onesto.  Antonio Della Rocca scompare il lontano 24 maggio del 1979 quando aveva appena diciannove anni. Venne visto, per l’ultima volta davanti all’abitazione della sua fidanzata, una bella ragazza, residente a Villa Santa Croce. Il giovane Antonio era un gran lavoratore, ed era innamoratissimo di quella fanciulla, all’epoca appena diciassettenne. Si recava da lei ogni sera per ritornare a casa intorno alle 22.

Antonio è regolare nelle sue abitudini, non faceva mai tardi e se capitava avvisava subito i familiari a cui era particolarmente legato; soprattutto alla sorella Elena. L’unico cruccio di Antonio era sposare, al più presto, la sua amata. Man mano che il fidanzamento andava avanti nascevano i primi dissidi con i genitori di lei che vedevano troppo ossessiva la presenza di Antonio nella vita della figlia.

L’auto bruciata:
Nel mese di gennaio del 1979, mentre lui era in casa della fidanzata, gli venne rubata la sua “500” e data alle fiamme; ma non brucerà completamente dunque verrà rimessa a posto. Antonio non sembrò preoccupato per l’accaduto e la sua vita andò avanti come sempre.

L’ultimo bacio:
La sera del 24 maggio 1979 disse ai suoi genitori che sarebbe andato dalla sua ragazza per ritornare come sempre intorno alle 22. Alle 21 circa lasciò la casa del suo amore, sulla porta la baciò e poi si mise in macchina per raggiungere la sua famiglia, a Caiazzo. Pochi chilometri che non percorrerà mai.  I genitori si preoccuparono verso mezzanotte. Allarmati dall’inusuale ritardo presero la macchina dalla figlia Elena e si recarono a Villa Santa Croce. I familiari della fanciulla riferirono che Antonio era andato via come sempre poco dopo le ore 21. Passò la notte, arrivò l’alba ma di Antonio nessuna notizia. Allora i genitori ritornano a Villa Santa Croce ma questa volta però, stranamente, non vennero ricevuti dai familiari della ragazza.  Apparve, agli occhi dei genitori di Antonio, subito chiaro che quella famiglia sapeva più di ciò che diceva tanto che l’attenzione degli investigatori per loro fu molto forte.

Gli arresti e le condanne:
I genitori della fidanzata di Antonio, dopo alcuni mesi vennero arrestati per simulazione di reato. Infatti, non si sa bene a quale scopo, simularono un furto nella loro casa. La condanna fu di tre anni per marito e moglie. Nella vicenda vennero coinvolti anche alcuni zii della ragazza, anche loro  condannati dal giudice di Piedimonte Matese, insieme alla stessa ragazza, a due anni di carcere per falsa testimonianza.
Avrebbero infatti affermato che la sera della scomparsa di Antonio i genitori della 17enne erano loro ospiti. Gli investigatori invece riuscirono a provare la falsità di tale testimonianza.

Passano i giorni, i mesi, di Antonio nessuna notizia, si cerca ormai il cadavere del giovane, si scava in molti punti, si scandagliano pozzi, torrenti; sembra che da un momento all’altro ci possa essere la svolta che però non arriva. Sembra pure che il colpevole possa confessare da un minuto all’altro; ma anche in questo caso l’illusione resta tale.

La telefonata: cercate il corpo di Antonio nel Volturno
Improvvisamente in un negozio di Caiazzo arrivò una telefonata anonima che disse di cercare il corpo e l’auto di Antonio nel vicino fiume Volturno. Iniziarono le ricerche, il fiume è lungo e profondo così il tempo passò. Allora il misterioso interlocutore telefonico si rifece vivo, questa volta per indicare il punto esatto dove cercare. Si tratta della zona della Fagianeria, a pochi passi da Caiazzo. Dopo poche ore l’auto venne tirata fuori dall’acqua ma all’interno il corpo di Antonio non venne trovato. Dentro l’auto una scarpa del giovane ed il suo portafogli, null’altro. All’esterno l’auto presenta alcuni fori di proiettili ma all’interno non vi erano macchie di sangue. Da allora, nonostante le continue ricerche fatte dai familiari e dalla Procura, la sorte toccata al giovane Antonio è ancora un mistero.

L’unica certezza in tutta questa storia è la possibilità di escludere una fuga volontaria di Antonio. Egli infatti non sarebbe stato capace di allontanarsi dalla sua ragazza per molto tempo. Dopo 42 anni il mistero resiste ancora. Servirebbero nuove indagini per capire meglio l’intera vicenda che ha fatto svanire nel nulla il 19enne di Caiazzo

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