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Alife / Caiazzo / Teano Calvi / Sessa Aurunca – Diocesi, futuro incerto con lo “spettro” della fusione

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Alife / Caiazzo / Telese –   La Diocesi di Alife Caiazzo ha avuto il suo ultimo vescovo – Valentino Di Cerbo – due anni fa. Da allora è gestita da un “Amministratore Apostolico” che ha gestito l’ordinario. Stessa situazione per la Diocesi di Cerreto Sannita e per quella di Ischia. La soluzione più facile sembra essere quella dell’annessione delle diocesi vacanti più piccole a quelle più grandi. L’ipotesi potrebbe essere la confluenza di Cerreto con Benevento, Alife con Caserta ed Ischia con Napoli; accorpamenti che risponderebbero pienamente alla linea della riduzione delle Diocesi, voluta da Papa Francesco e dalla CEI. Annettere a realtà molto più grandi e complesse diocesi più piccole, vivaci e “a misura d’uomo”, scrive l’ex vescovo di Alife, Valentino Di Cerbo, che sono un baluardo religioso, culturale e sociale in territori periferici, potrebbe far correre il grosso rischio di spegnare la vita ecclesiale (e non solo), facendo prevalere la fredda logica economicistica e globalizzata (pesantemente condannata dal Papa), anche nel corpo vivo della Chiesa e in contesti già abbandonati da tutti, dove sono stati chiusi tribunali, ospedali, banche, scuole, attività commerciali di vario genere, ma dove ancora c’è una popolazione periferica e povera e un ambiente che hanno forse bisogno di cura più di altri, anche in funzione della salvaguardia di territori più vasti e di realtà più grandi. Penso che anche qui, per costruire il meglio, la “cultura della cura” debba prevalere su quella dello scarto.
Per ovviare a tali difficoltà qualche anno fa, contestualmente all’intervento di Papa Francesco all’Assemblea della CEI del 23 maggio 2013, i Vescovi delle tre Diocesi dell’Alto Casertano (Alife-Caiazzo, Teano-Calvi e Sessa Aurunca) pensarono a forme concrete di coordinamento tra queste tre Circoscrizioni ecclesiastiche confinanti. Tali iniziative, scrive l’ex vescovo di Alife, Valentino Di Cerbo, avrebbero potuto porre i presupposti per un futuro diverso che scongiurasse il pericolo della fusione delle piccole realtà ecclesiastiche dell’Alto casertano con realtà molto più grandi che avrebbero potuto spegnerle e fagocitarle. Queste tre diocesi, infatti, rappresentano un territorio con una popolazione pari a quella di alcune delle Consorelle della Provincia di Caserta, sufficientemente esteso, religiosamente e antropologicamente omogeneo, composto da pochi Centri medio-piccoli e tantissime comunità di qualche migliaio di abitanti, che potrebbe facilitare la cura omogenea di un eventuale futuro Vescovo e indirizzi pastorali adeguati, senza abbandonare e mortificare nessuno. Di tale ipotesi i tre Vescovi ne avevano parlato successivamente con il Nunzio Apostolico in Italia, S.E. Mons. Paul Emil Tcherrig, avviando nel contempo piccole iniziative in quella direzione, come il Tribunale ecclesiastico Interdiocesano, lo studio della fusione dei tre Istituti Diocesani per il Sostentamento del Clero, confermando momenti comuni di spiritualità tra i sacerdoti delle tre diocesi e ripromettendosi altre iniziative di collaborazione. Con la nomina di uno dei tre vescovi ad Amministratore della Diocesi di Alife-Caiazzo, vacante per le dimissioni per età del Vescovo ordinario, è sembrato a molti che la cosa prendesse un avvio. Ma dopo quella nomina, conclude l’ex vescovo di Alife, Valentino Di Cerbo, non ci sono stati altri segnali di un cammino in quella direzione.

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