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Litorale Domitio – Le pinete costiere sono in pericolo, l’allarme di Compagnone: servono interventi urgenti

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Litorale Domitio – Le pinete costiere sono in pericolo e urgono interventi da parte delle istituzioni per evitare che tra qualche anno si possano avere “pinete senza pini” o addirittura senza alcun albero.  Parliamo della vicenda con Crescenzo Compagnone, Presidente dell’ordine Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Caserta.

Da una passeggiata nelle pinete costiere cosa nota l’esperto?
Molti anni dopo la messa a dimora dei pini lungo il litorale Domitio e dopo le vicende degli anni passati legate alla caduta di alberi, in buona parte conifere, bisogna tenere alta la guardia. Infatti, dal punto di vista igienico-sanitario i pini, pur essendo all’occhio del profano normali, presentano varie fitopatologie e segni di squilibrio fisiologico, in parte dovuti all’età, in parte allo loro condizione ambientale, in particolare edafica. Si notano chiome molto rade e deboli a causa di una perdita eccessiva di aghi che, indeboliti ulteriormente anche da cause di natura entomologica, cadono sotto l’azione di pioggia e vento.

Dobbiamo preoccuparci della situazione dei pini costieri?
Le piante sono fortemente squilibrate e inclinate. Ciò non si verificherebbe se fossero sane e ben ancorate al substrato. L’apparato radicale, nota veramente dolente, provoca continuamente innalzamenti delle zolle radicali, tanto da determinare lesioni nel suolo e scollamenti tra la parte del colletto ed il terreno circostante, mentre quelle presenti ai margini delle strade generano sollevamenti dell’asfalto e dei marciapiedi, determinando notevoli rischi per il transito pedonale e veicolare. Infatti, sebbene le radici dei pini siano solitamente caratterizzate da geotropismo positivo, in questi alberi, “pionieri” per natura, cresciuti in luogo non idoneo, tendono ad espandersi nella parte superficiale, impegnate continuamente alla ricerca di ossigeno con conseguenze negative sulla loro stabilità.

Come possiamo definirne la condizione?
In realtà, in questi alberi si notano anche alterazioni di natura morfologica probabilmente a causa della perdita o dell’assenza del fittone. In queste condizioni pedologiche difficili sviluppano, infatti, radici superficiali avventizie che, avendo un modesto livello di lignificazione ed un diametro più o meno costante fin dalla loro origine (radici corda), hanno anche un basso potere ancorante. Inoltre, costrette a muoversi tra il terreno ed il sottofondo, esposte alla pressione del traffico anche solo pedonale, diventano un perfetto demolitore per lo spazio in cui albergano. Neanche un’asportazione parziale dell’apparato radicale genererebbe effetti positivi di medio e lungo termine. Questi alberi, coetanei, periranno, quasi tutti insieme, nel giro di pochi anni.

Quali le soluzioni?
Le conifere sono specie pionieristiche e preparatorie. Sono state piantate con lo scopo di preparare il suolo per altre piante in successione; in quello che tecnicamente viene denominato climax ascendente. Per non trovarsi tra pochi anni con pinete senza pini è auspicabile che, sin da ora, gli amministratori, se amano il verde e se vogliono che esso continui ad esistere sulla costa, si rimbocchino le maniche e guardino lontano. Con l’aiuto di tecnici specializzati, (dottori agronomi e dottori forestali) e con l’intervento vigile dei Carabinieri forestali, facciano progettare dei piani di sostituzione annuali con altre specie vegetali autoctone, in modo da salvaguardare il verde del litorale quanto più a lungo possibile a vantaggio sia dell’ambiente sia di chi vorrà goderne i benefici.

Crescenzo Compagnone

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un commento

  1. Bell’articolo spiega molte cose. E’ chiaramente un segnale d’allarme che va accolto dagli addetti ai lavori.

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