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Vairano Patenora / Venafro – Operai e commercianti vairanesi sotto usura: condannato strozzino del Molise

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VAIRANO PATENORA / VENAFRO – E’ giunta la sentenza di primo grado a carico di un uomo accusato di aver praticato usura a carico di qualche commerciante e di qualche operaio del vairanese. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso sentenza di condanna a carico di Roberto De Silvio: 4 anni e 8 mesi di reclusione, pagamento delle spese processuale e risarcimento delle vittime da stabilirsi in separata sede. Due sarebbero, secondo l’accusa, le vittime: un commerciante e un operaio, finiti dissanguati.  Secondo l’accusa, l’imputato, poco più che 40enne, in cambio di due prestiti di 2mila euro erogati ad un commerciante e ad un operaio  – entrambi di  Vairano Patenora – avrebbe preteso e ottenuto ingenti somme di denaro. Quando le vittime non hanno potuto più pagare, allora si è impossessato delle automobili, di alcuni gioielli e di un televisore. Per queste ragioni, De Silvio era accusato imputato del reato p. e p. dagli artt. 81 cpv, 644 co. L3 e 5 n.4 c.p. in relazione all’art. 2 Legge 108/96, 640 c.p. perchè, con più azioni esecutive della medesima risoluzione criminosa, dopo un primo contatto avvenuto in un autosalone di San Pietro Infine” alla fine di ottobre 2010, pattuiva con un commerciante di Vairano – G.D. – come corrispettivo della erogazione a costui di un mutuo di euro 2.000,00 la corresponsione di interessi usurari mensili pari ad curo 500.00. Incassava 5 rate di interessi da euro 500.0, si faceva consegnare in garanzia una collana di oro poi mai più restituita; si faceva dare a parziale scomputo del mutuo un televisore avente il costo di euro 1.550.00: si faceva cedere la proprietà della autovettura Mercedes Classe A avente valore di curo 7.000.0. Autovettura rivenduta poi ad una persona estranea ai fatti per 8mila euro. Inoltre De Silvio è accusato di essersi impossessato di metà degli incassi giornalieri dell’esercizio commerciale della vittima, durante il mese di febbraio 2011 cosi lucrando altri interessi.  Stesso comportamento, secondo l’accusa, De Silvio, avrebbe tenuto nei confronti dell’operaio – T.M. – sempre di Vairano Patenora al quale l’imputato avrebbe prestato 2mila euro. Si faceva cedere dalla seconda vittima la proprietà della autovettura Citroen C4 prospettando che vendendola avrebbe trattenuto per se euro 2.500,00 ed avrebbe versato il residuo, senza poi mantenere tale impegno e cosi commettendo anche il reato di truffa. Le due vittime hanno affidato la loro difesa all’avvocato Ernesto De Angelis. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Vairano Scalo, guidati dal maresciallo Massimo Palazzo. Ora, con la sentenza di primo grado che condanna De Silvio, vengono confermate le accuse mosse in fase di indagine.

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