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Riardo –  I morti non sono tutti uguali per don Alfonso. Speriamo almeno davanti al Supremo. Ma c’entra la politica?

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Riardo –  I morti non sembrano essere tutti uguali almeno al cospetto di Don Alfonso, parroco di Riardo. Per alcuni defunti ha preferito fare una semplice benedizione al cimitero, prima della sepoltura, altri invece hanno potuto “beneficiare” della tradizionale cerimonia religiosa in chiesa. Un comportamento inspiegabile che ha scatenato le proteste di alcuni familiari dei morti “esclusi” da Don Alfonso. Differenze che non troverebbero giustificazione alcuna. E in tanti si domandano:
perché il parroco riardese fa queste differenze?
Su cosa base la valutazione con cui separa i “meritevoli” dagli altri?
Una vicenda curiosa che sta alimentando forti polemiche in paese, polemiche rese ancor più “piccanti” dall’ombra della politica. Possibile, ipotizzano alcuni, che il prete abbia scelto di celebrare messa per qualche defunto solo perché stretto parente di qualche consigliere comunale?
“…. non so come descrivere la mia rabbia. Non mi sono mai permessa di parlare male di nessuna giunta comunale o della chiesa, ma oggi mi ritrovo a ricredermi, siamo arrivati a fare funerali di serie A e serie B. E’ una vergogna. Tanto di rispetto per la persona scomparsa e per la famiglia. A mio padre e tutte le persone che sono decedute nell’ultimo mese non è stato consentito di andare in chiesa. Oggi si? Mi chiedo come mai? Gli altri defunti non appartenevano a parenti che facevano parte della giunta comunale? Il sindaco dice che e stato il parroco a decidere. Ma mi domando e dico chi fa le ordinanze? E per giunta tutti i cimiteri nei paesi limitrofi sono aperti, A riardo no. Vergogna”.
Questo lo sfogo di una donna di Riardo il cui padre, morto pochi giorni fa, non è stato “ammesso” in chiesa. Uno sfogo scritto dopo aver visto, invece, trattamento diverso per un parente di un consigliere comunale. Insomma, per Don Alfonso i morti non sono tutti uguali. Per fortuna, si spera, nell’insidacabile ed equo giudizio del Supremo.

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un commento

  1. Quando si predica bene e si razzola male! Quanto al cimitero, la chiusura attuale è solo l’ultima stortura, dopo i lampioni interni, i custodi abusivi, le ditte affidatarie di servizi che non hanno i requisiti, ecc. Resta il fastidio per queste forme (basse) di esercizio delle pubbliche funzioni (civili e religiose).

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