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LA STORIA – Coronavirus, lasciato morire senza cure, la burocrazia “condanna” un anziano. Inascoltate le richieste d’aiuto del figlio

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Il paziente stava talmente bene, che, alla fine è morto. Respirava talmente bene che alla fine è morto. Non è uno scherzo, non è una battuta, non è umorismo. E’ la tragica fotografia della realtà, di quanto accaduto a Sessa Aurunca l’altra notte quando un uomo – Ruggiero Cervo, 91 anni – è morto nella sua abitazione nella quale era stato messo in quarantena da alcuni giorni, per positività al Covid19. E’ morto nella sua casa dopo forti sofferenze, assistito dal figlio (anche lui positivo) che, dopo il decesso del genitore, lo ha vegliato, da solo, per una notte intera. A condannare a morte Ruggiero sembra essere stato un dettaglio: respirava bene, la sua saturazione era pari a quella di un 20enne. Anche questo aspetto incredibile, ma anche questo aspetto terribilmente vero. La conferma nei fatti, nei referti dei medici del 118 andati sul posto qualche ora prima. Avrebbero sentenziato, senza esitazione alcuna: il paziente respira bene, non possiamo ricoveralo, non ci sono le condizioni. Per loro, per il sistema sanitario, non aveva alcuna importanza lo stato comatoso in cui si trovava Ruggiero. Non contavano le sue grida di dolore, non contava la disperazione del figlio che non poteva nemmeno uscire (perché in quarantena) per recarsi in farmacia a prendere un antidolorifico per il padre. Per i medici del 118 contava solo una cosa: la buona saturazione. Così mentre il Covid19 dilaniava il corpo di Ruggiero, loro, i medici, continuavano a misurare la saturazione. Solo la saturazione. Null’altro.
Dopo una lunga sofferenza l’anziano – che prima di risultare positivo al Coronavirus aveva un quadro clinico buono – si è spento. Una storia tristissima e incredibile che rappresenta bene i pesanti disservizi sanitari che in questa emergenza possono colpire tutti, anche quelli che non hanno il contagio. Disservizi che possono costare la vita.  La morte di Ruggiero Cervo è stata una morte annunciata che, probabilmente non poteva essere evitata, ma poteva essere resa, sicuramente, meno sofferta.

Sul dramma di Ruggiero leggi anche:

IL CASO – Ecco come si può morire di Coronavirus: fra burocrazia, incapacità e scarsa organizzazione. Le USCA sotto accusa

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