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Sessa Aurunca – Morì a Pescara durante una rapina, l’Arma ricorda Marino Di Resta

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Sessa Aurunca (di Giovanna Cestrone) – Morì 24 anni fa a causa di colpi di proiettile durante una rapina, in nome della giustizia e della legalità, rendendo onore alla divisa da lui indossata. Originario della frazione Ponte, Marino Di Resta rimase vittima in un conflitto a fuoco con quattro rapinatori, avvenuto a Pescara, luogo in cui prestava servizio, il 16 settembre 1996. Nel ventiquattresimo anniversario dalla scomparsa, sarà celebrata domattina alle 9.00, presso la chiesa di San Rocco in Ponte, una messa in sua memoria. Alla funzione religiosa, fortemente voluta dai militari dell’arma dei Carabinieri e dall’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Cellole, nella persona del Presidente Pietro Lissa,  parteciperanno il nuovo Comandante del Comando di Sessa Aurunca Alessia Di Ruocco e di militari delle Compagnie provinciali e regionali dei Carabinieri, insieme a comuni cittadini che ancora hanno vivo il ricordo dell’eroe. A Marino Di Resta è stata intitolata una strada nel paese natio e conferita la medaglia d’oro al valore militare (alla memoria), con una notevole motivazione: “addetto al nucleo operativo di comando provinciale, rintracciati, unitamente ad altro militare, quattro malviventi armati che poco prima avevano rapinato un rappresentante di preziosi, pur consapevole della situazione di inferiorità, non esitava ad affrontarli per prevenirne la fuga. Notato il commilitone sul punto di essere proditoriamente sopraffatto, dando prova di generoso altruismo e sereno sprezzo del pericolo, usciva arditamente allo scoperto intimando ai malviventi di lasciare libero il collega. Investito da violenta azione di fuoco, replicava prontamente con l’arma in dotazione riuscendo a ferire tre malfattori prima di cadere esamine al suolo attinto da numerosi colpi. L’eroico comportamento consentiva di salvare la vita al commilitone e successivamente di pervenire all’identificazione ed alla cattura dei quattro malviventi, di recuperare la refurtiva, nonché di sequestrare numerose e munizioni. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere, spinto fino all’estremo sacrificio”.

 

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