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 Alife / San Potito Sannitico / Castello Matese – Spaccio di droga, il riesame ha deciso: la banda Cappello resta in carcere

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Alife / San Potito Sannitico / Castello Matese – I giudici del tribunale del riesame di Napoli hanno deciso: la banda guidata dai coniugi Cappello resteranno in carcere. I giudici partenopei hanno respinto le richieste dei difensori degli indagati ritenendo ancora valide le esigenze cautelari a carico del gruppo accusato di spaccio di droga. CAPPELLO Valerio, nato a Piedimonte Matese (CE) il 10/10/1974  residente San Potito Sannitico; CARAVELLA Salvatore, nato a Piedimonte Matese (CE) il 03/08/1988 residente Alife;  LUCIANI Silveria, nata a Piedimonte Matese (CE) il 23/06/1978 residente San Potito Sannitico; RICIGLIANO Marco, nato a Piedimonte Matese (CE) il 11/04/1978 residente San Potito Sannitico; CAPPELLO Giovanni, nato a Piedimonte Matese (CE) il 25/09/1995 residente San Potito Sannitico.
Sono queste le figure coinvolte nell’inchiesta condotta dai carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese, e tratte in arresto alcune settimane fa. Nella stessa indagine sono coinvolte altre due persone, con un ruolo marginale, per i quali il giudice ha deciso di respingere le richieste di arresto avanzate dalla Procura della Repubblica. Per questa ragione Palumbo Mirko di Castello del Matese e Albano Angelo di Caiavano sono indagati a piede libero.  Il provvedimento restrittivo costituisce la conclusione di una complessa attività investigativa    condotta mediante numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento nonché con costante attività tecnica.  L’indagine, intrapresa nel luglio del 2016 e conclusasi nel mese di maggio del successivo anno 2017, permetteva di individuare una organizzazione dedita alla commercializzazione di sostanze stupefacenti operante in San Potito Sannitico (CE) che aveva organizzato una vera e propria “piazza di spaccio” con la vendita presso il domicilio della coppia CAPPELLO Valerio e LUCIANI Silveria, dotato di sistema di videosorveglianza per verificare eventuali controlli delle forze dell’ordine.  Nel corso delle indagini emergeva che il gruppo aveva quale fornitore di “fiducia” RICIGLIANO Marco il quale a sua volta utilizzava dei “corrieri” per rifornire lo stupefacente nonché “pusher” per la cessione dello stupefacente al dettaglio.  Gli accertamenti svolti in fase d’indagine, nel consentire l’arresto  di  uno dei corrieri del RICIGLIANO ed il sequestro dello stupefacente, rilevavano la capacità operativa dell’associazione in grado di gestire e immettere sul mercato ingenti ed eterogenei quantitativi di sostanza  stupefacente (cocaina, eroina, hashish), dimostrando capacità di approvvigionamento continuo e sistematico, con cadenza giornaliera e con una suddivisione di compiti strutturalmente volti alla vendita al dettaglio, effettuata anche in luoghi convenzionali ed isolati, ben conosciuti alla “clientela”, quasi tutti studenti ed operai, che acquistavano la sostanza stupefacente per consumo personale o di gruppo. Lo spaccio avveniva previo contatto telefonico con linguaggio convenzionale e cifrato, quasi mai esplicito, per concordare gli incontri e le cessioni che si verificavano in maniera discreta e veloce in luoghi abitudinari dei Comuni di San Potito Sannitico (CE), Piedimonte Matese (CE), Gioia Sannitica (CE), Sant’Angelo di Alife (CE), Alvignano (CE) e Dragoni (CE).

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