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Piedimonte Matese – Municipio, c‘eravamo tanto amati: ora volano stracci. Resa dei conti fra Civitillo e Di Lorenzo

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Piedimonte Matese – C’eravamo tanto amati. Per un anno e forse più. C’eravamo poi lasciati. Non ricordo come fu” recitava così una vecchia e intramontabile canzone che sembra riassumere bene le ultime polemiche che stanno animando la torrida estate del capoluogo matesino. C’era tanto amore fra Vittorio Civitillo e Luigi Di Lorenzo. Ora, invece, come capita spesso quando storie d’amore terminano burrascosamente, fra i due “vecchi amanti” volano stracci. Ha iniziato l’ormai ex sindaco Luigi Di Lorenzo durante l’ultimo consiglio comunale quando ha lanciato pesanti accuse contro il gruppo Seri e quindi contro i Civitillo, indicandoli come “poteri” forti capaci di condizionare la vita politica cittadina. Non si è fatta attendere la replica dei Civitillo che scrivono:

“Nella mattinata di ieri, durante la seduta del Consiglio Comunale, il Sindaco dr. Luigi Di Lorenzo, alla continua ricerca di pretesti per giustificare il naufragio di un progetto politico personale, di gruppo, che ha coinvolto l’intera comunità, ha diffamato pubblicamente il Gruppo SERI, con infamanti illazioni. Non contento, con il suo consueto stile, ha ribadito le diffamazioni attraverso un post sulla sua pagina Facebook.
Il tutto con gran dose di codardia, posto che non ha mai fatto chiaramente riferimento alla nostra società o alle persone che la rappresentano, limitandosi a plurimi e inequivocabili riferimenti, tra cui l’inciso di “non essere troppo SERI a Piedimonte”.
La crisi della amministrazione
Nel premettere che il Sindaco ha, nel corso di questi tre anni, litigato con tutti; i suoi consiglieri, gli innumerevoli segretari e tecnici comunali, e chiunque abbia tentato di dare un contributo alla città, appare almeno goffo e pretestuoso il tentativo di scaricare le sue responsabilità di amministratore inefficace, senza coraggio, incompetente e “divisivo”, su Gianluigi Santillo e i poteri forti che lo hanno sostenuto. Appare del tutto contraddittoria l’affermazione secondo cui (i) Gianluigi Santillo abbia, su ordine di qualcuno, aperto la crisi della attuale amministrazione e, poi, (ii) Gianluigi Santillo ha contro tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza. Cercando di apparire un martire, vittima dei “poteri forti”, paladino della giustizia, mentre avrebbe semplicemente dovuto prendere atto del totale fallimento di una amministrazione che è apparsa immediatamente, purtroppo, una armata Brancaleone. Con defezioni della prima ora, poi susseguitosi nel tempo. Ben quattro consiglieri di maggioranza dichiaratosi indipendenti, oltre a Gianluigi Santillo, che con quest’ultimo non avevano nulla a che fare. La proposta di delibera, nella seduta di ieri, non è stata approvata da 10 consiglieri (su 17!). E su nessuno dei nove consiglieri ha potuto avere una influenza Gianluigi Santillo, che per stessa sua ammissione – e del Sindaco – ha contro tutti, consiglieri di maggioranza, minoranza e indipendenti.
I poteri forti
Nel premettere che la sinergia tra politici/amministratori e imprenditori, che non hanno interessi confliggenti, è da favorire in ogni modo, al fine di consentire lo sviluppo economico e sociale di una comunità, non comprendiamo il significato dell’espressione “poteri forti”. Nel nostro territorio – è ben noto – che i poteri forti sono stati sempre rappresentati da politici e amministratori. Per lo più incapaci di programmare uno sviluppo economico e sociale di una comunità che versa, attualmente, in uno stato letargico.
L’imprenditore che non ha rapporti lavorativi con gli Enti pubblici soffre, subisce e combatte l’incapacità, la burocrazia inutile (che è una mera giustificazione della incapacità) e l’arroganza di chi, nello svolgimento del nobile incarico di primo cittadino, ritiene di poter piegare ai suoi comandi una intera comunità. O di determinare il degrado sociale, senza prenderne atto, convinto di poter perseverare nella mala amministrazione, conseguenza di un approccio egoistico (la paura di rischiare, nel rispetto delle norme, è il più grande atto di egoismo nei confronti di una comunità).
Un Sindaco che per mesi, sia prima che durante la campagna elettorale, ci ha chiesto un sostegno elettorale. Ha ricercato i poteri forti e ha tentato in ogni modo di potersi spendere il nome dei potenti (come li definisce) per poter creare consenso e aspettative. Seppur indirettamente. Ora vorrebbe rinnegare le decine di pranzi e cene e i frequenti incontri per parlare del futuro della nostra città, scaricando su Gianluigi Santillo le responsabilità del rapporto con i poteri forti, che in realtà ha sempre intrattenuto lui, direttamente. D’altronde conosciamo il Sindaco sin dalla adolescenza ed è del tutto normale; un imprenditore ha il diritto-dovere di partecipare alla vita della città, senza avere paura delle conseguenze. Paure che hanno, da sempre, determinato la lontananza dalla vita della nostra comunità, di tante risorse valide, spaventate dalla facile strumentalizzazione e diffamazione, lasciando ad una minoranza, attiva in politica e, oggi, sui social, la rappresentanza di un territorio, che ha tante importanti risorse. Nessuno deve spaventarsi di questi leoni da tastiera e di questi amministratori incompetenti, che tentano di confondere la verità, di giustificare i loro fallimenti con attacchi gratuiti e gravi illazioni.
I nostri presunti interessi
Il nostro gruppo opera nel mondo con 16 stabilimenti (in Italia, Francia, Polonia, Argentina e Cina) e circa 1000 dipendenti ed è quotato all’MTA di Milano. A San Potito Sannitico abbiamo trasferito, da Milano, la sede della holding quotata, con un notevole atto di coraggio. Nel territorio impieghiamo circa 250 dipendenti, diretti e indiretti, con un notevole – consequenziale – indotto economico-occupazionale. Partecipiamo, quali soci, alla Polisportiva Matese e siamo tra i soci fondatori dell’associazione Kronos.
Con il Comune di Piedimonte, nel corso di questa amministrazione, abbiamo avuto rapporti in riferimento ad:
1. una controversia per un muretto ed una platea realizzati all’esterno di un fabbricato rurale, a parere dei tecnici comunali, a seguito di denunzie anonime, in difformità rispetto al titolo edilizio;
2. una controversia per la realizzazione di una tenda e di un casotto in legno sulla terrazza del Cotton Village, realizzati, a parere dei tecnici comunali che hanno effettuato il sopralluogo, a seguito di denunzie anonime, in difformità rispetto al titolo edilizio;
3. una controversia – ancora in corso di accertamento, conseguente a denunzie anonime – per una presunta difformità (cambio di destinazione da parcheggio a deposito) nella esecuzione di un locale sottostante la terrazza del Cotton Village;
4. una richiesta di assegnazione locali – da parte della Polisportiva Matese – all’interno del complesso dei Salesiani e la proposta di un progetto di riqualificazione dell’area;
5. una proposta di Master Plan per il territorio del Matese.
In riferimento agli argomenti sopra richiamati non abbiamo mai interloquito con Gianluigi Santillo, ma sempre e solo con il Sindaco o gli assessori delegati, come documentato dalle numerose interlocuzioni intercorse.
La controversia richiamata al primo punto riguarda un intervento marginale e non ci soffermiamo. Da evidenziare invece l’attivismo del Sindaco che ci ha proposto più volte di incontrare il tecnico comunale al fine di addivenire ad una soluzione condivisa. E come documentato nelle interlocuzioni intercorse, abbiamo sempre rifiutato ogni incontro, ribadendo la necessità di attendere la sentenza del Tar e di evitare – non opportune – interlocuzioni. Ad oggi è stato nominato un commissario ad acta per l’inerzia della amministrazione.
In merito al punto 2-3 ci riferiamo sempre al Cotton Village ed alla miriade di attacchi politici subiti nel tempo, da ormai oltre un decennio. Ad oggi abbiamo sempre avuto ragione e attendiamo sereni l’esito dell’ennesima indagine in corso, convinti che il Cotton Village, che abbiamo sempre sostenuto finanziariamente senza alcun ritorno economico, sia un importante luogo di ritrovo per le famiglie e per i giovani del territorio. Abbiamo realizzato un investimento che ha riqualificato un immobile che ha una grande valenza per la Città.
Il medesimo obbiettivo – sociale – che abbiamo perseguito anche con la attività della Polisportiva Matese. Abbiamo affiancato e stiamo sostenendo un progetto avviato da altri coraggiosi concittadini e con mille difficoltà tentiamo di pianificare una attività di lungo periodo. Il Sindaco e l’assessore delegato hanno sempre promesso una soluzione ai problemi della mancanza di strutture sportive, che, per incompetenza, non sono state mai rese disponibili, malgrado mille promesse e proclami. Abbiamo presentato una idea per la riqualificazione dei Salesiani, per la realizzazione di un centro sportivo polivalente, ma, per ragioni ignote, il Sindaco ha sempre tergiversato, seppur mostrandosi sempre interessato e propositivo. Abbiamo proposto di recuperare, per la Città, un centro di aggregazione sociale importantissimo, per i giovani e per lo sport.
Infine il Master Plan. Progetto presentato dalla Associazione Kronos, sin dal 2017.
Un programma di investimenti proposto da PRIVATI – incentrato sul turismo diffuso nei centri storici, lo sport e la promozione dei prodotti tipici del territorio -, che chiedono alla Regione Campania e al Ministero dello Sviluppo Economico di finanziare, preventivamente o contestualmente, le necessarie infrastrutture, al fine di riqualificare i centri urbani e migliorare la viabilità. Senza alcuna volumetria aggiuntiva, con il recupero di fabbricati esistenti e di pregio. I PRIVATI, che realizzano autonomamente i propri investimenti, favoriscono, ponendolo come condizione alla loro iniziativa, la realizzazione di interventi in favore degli Enti pubblici, che poi gestiscono i fondi autonomamente. Al fine di non realizzare, come in passato, cattedrali nel deserto, in un contesto riqualificato e attrattivo, su due piani paralleli, in sinergia. Tutti i Comuni del Matese hanno aderito alla proposta, compreso il Comune di Piedimonte Matese, ed hanno sottoscritto un verbale di impegno alla sottoscrizione di un protocollo di intesa con la Regione Campania. Per poi, stranamente, ma per carità è leggittimo, il solo Comune di Piedimonte Matese, cambiare idea.
Quale sarebbe l’interesse del nostro Gruppo? Come si può mai mistificare la realtà in un modo così indegno? Perché, invece, non si è sostenuta concretamente la iniziativa? Perché mai dovremmo reagire, provocando la crisi amministrativa, ad una decisione che non ha prodotto alcun danno a noi, ma alla Città, alla nostra Città?
Gianluigi Santillo
Un amico. Da sempre. Con tutte le sue negatività (è un politico, quanto più lontano ci sia da un imprenditore) e le sue positività (è un uomo trasparente, è come appare, con tutti i suoi limiti e difetti ed ha un cuore enorme, generoso e disponibile con tutti). Nessuno ci impedirà di avere un rapporto con una persona sempre leale che mai ci ha condizionato (sulla base di cosa potrebbe farlo??) e mai abbiamo condizionato (non avendo alcun interesse). Lo abbiamo votato nelle precedenti amministrative credendo nel progetto di un gruppo di giovani neofiti, che doveva amministrare la Città senza coinvolgimenti con il passato (e per questo a Gianluigi, da amici, abbiamo sempre consigliato di non amministrare, di non essere concretamente coinvolto nella gestione del Comune). Non rinneghiamo la scelta. Prendiamo atto che il progetto non poteva reggersi solo sui buoni propositi, mancando competenza e, soprattutto, coraggio e unitarietà di intenti. Un errore che abbiamo commesso unitamente ai tanti che hanno sostenuto la lista.
La verità
E’ necessario dirla. Oltre che alla Autorità Giudiziaria anche alla Città.
Il Sindaco pensa di poter decidere tutto, nel suo sentimento di onnipotenza, e di usare i poteri forti (ci viene da ridere per l’espressione) per essere eletto, per poi scaricarli, addossandogli colpe della propria incapacità, se non fanno quello che dice lui. In perfetta coerenza con la storia del nostro territorio. Dominato da politici e politicanti e, troppo spesso, da amministratori incompetenti che ritengono di poter fare ciò che vogliono, mortificando la libertà di cittadini e imprenditori liberi, perché non dipendenti dalla politica. Cittadini, e noi lo siamo, che dovrebbero, e per lo più non o fanno, piegarsi alla loro volontà.
Andiamo con ordine e cerchiamo di individuare le REALI motivazioni di questa scomposta, diseducativa e assurda reazione del Sindaco sui social e in pubblica adunanza. Il Sindaco nasconde le sue reali motivazioni, che sono del tutto indipendenti da Gianluigi Santillo.
Ha forse “sofferto” il nostro assoluto diniego a qualsivoglia invito a conferire incarichi a professionisti, da lui indicati per la redazione del progetto Master Plan? Ed in particolare ci riferiamo al mancato conferimento di incarico ad un tecnico che avrebbe dovuto supportarci (e perché mai?) nella redazione del progetto PRIVATO, su sua indicazione e dell’allora assessore ai lavori pubblici. Ed al mancato incarico ad un legale, in precedenza amministratore, che veniva ancora coinvolta dal Sindaco nelle riunioni, anche dopo la decadenza dall’incarico, che ha inoltrato una proposta alla associazione Kronos, in accordo con il Sindaco, per una non meglio specificata consulenza inerente il Master Plan.
Proposte rispedite al mittente. Mai accettate. Respinte – con documentazione probatoria – ruvidamente ed inequivocabilmente. Lesa maestà.
Ha palesemente “sofferto” il licenziamento della moglie. Che era una dipendente della nostra holding, impiegata nell’ufficio del personale. Nel mese di febbraio u.s., ben prima della bocciatura del nostro progetto “Master Plan”, a cui si vorrebbe attribuire la motivazione – del licenziamento – la sig.ra Di Lorenzo ci ha rappresentato la volontà di richiedere un periodo di aspettativa, giustificata dall’esigenza di terminare i propri studi universitari. Successivamente, verso la fine del mese di febbraio u.s., dopo un repentino mutamento di tale esigenza, è stata presentata una richiesta di congedo straordinario ex art. 42, co. 5, d.lgs. n. 151 del 2001, con contribuzione biennale interamente corrisposta dall’INPS. Noi abbiamo tempestivamente informato la dipendente dell’anomala e inaspettata richiesta, tra l’altro palesemente in contrasto con la normativa di settore. Dopo una assenza di circa 30 giorni, tra l’altro in piena emergenza Covid, con l’ufficio del personale ancora di più maggiormente impegnato, a partire dalla domanda di congedo, è dapprima pervenuta la autorizzazione alla misura, e poi la revoca in autotutela della stessa, da parte dell’INPS. Tenuto conto della gravità dei motivi per i quali l’INPS ha adottato il provvedimento di revoca, i.e. il riscontro della totale mancanza del presupposto, non evidenziata nella richiesta, tra l’altro formulata, con autocertificazione, con il pieno coinvolgimento del Sindaco, e della volontà di non proseguire il rapporto di lavoro per sopraggiunti impegni (come dichiarato dal lavoratore), si è proceduto al licenziamento per giusta causa. Ri-lesa maestà.
Eventi susseguitesi per iniziativa del Sindaco e non certo per iniziativa nostra. Che ora si tenta di strumentalizzare, lasciando palesemente intendere che vi fosse, già allora, un intento, chiaro, di giustificare i propri fallimenti incolpando i poteri forti. Ridicolmente.
In data odierna il Sindaco ha proclamato sempre sui social, in riferimento a quanto sopra, una vittoria, dichiarando che la giustizia trionfa sempre e richiamando la condanna di SERI e la presunta arroganza del potere economico.
Un falso clamoroso o l’ennesima incapacità di leggere una banale atto giudiziario?
Il Giudice ha dichiarato che “l’art. 18 ….. distingue il fatto materiale dalla sua qualificazione in termini di giusta causa o di giustificato motivo soggettivo, riconoscendo la tutela reintegratoria solo in caso di insussistenza materiale posta a fondamento del licenziamento, sicché ogni valutazione che attenga al profilo della proporzionalità della sanzione rispetto alla gravità della condotta contestata non è idonea a determinare la condanna del datore di lavoro alla reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro”.
Il giudice non ordina la reintegra. La reintegra non viene ordinata perché riconosce che il comportamento del lavoratore è stato tale da ledere il vincolo fiduciario, rendendo impossibile la prosecuzione del rapporto. Il licenziamento è dunque fondato e efficace ma non legittimamente eseguito, in riferimento alla procedura di cui all’art. 7 dello statuto dei lavoratori. Che secondo il Giudice non è stata seguita correttamente, ordinando pertanto il pagamento di una indennità risarcitoria che ha un valore insignificante perché, ordina il Giudice, va ridotta per quanto ottenuto a titolo di indennità di disoccupazione.
Diffamazione dovuta a palese mala fede, sentimento di onnipotenza o, come al solito, a clamorosa incapacità ed incompetenza?
Conclusioni
La nostra città merita di più. Nessuno deve avere paura di essere coinvolto per il bene comune. Piedimonte Matese è in una situazione disastrosa, senza alcuna progettualità e senza alcuna scelta coraggiosa. Dopo anni di mala gestione questa amministrazione doveva rappresentare una novità assoluta, una boccata di ossigeno. Ma l’incapacità di questa amministrazione, sempre divisiva e mai costruttiva e collaborativa, ci ha fatto perdere tempo prezioso.
Dobbiamo risorgere, riproponendo il nuovo.
Dobbiamo dare voce alla maggioranza dei cittadini che non devono sentirsi sopraffatti dai politici, politicanti e amministratori di turno, che devono essere solo un mezzo per determinare il cambiamento. Non pensando solo ai propri interessi e dando voce alla maggioranza silenziosa, composta da tante eccellenti persone che hanno paura di essere coinvolte nella vita della comunità, fattivamente.
Dobbiamo assolutamente perdere il primato di comunità “divisiva”, del tutti contro tutti, delle denunzie anonime, dello sputtanamento sui sociale e lavorare insieme per creare un contesto fertile per le future generazioni. Non si può avere più paura di proporre e di assumere iniziative per il terrore di subire lo sputtanamento sociale.
A noi non interessa la politica, interessano le sorti del territorio in cui abbiamo deciso di vivere e di investire e dove abbiamo deciso di far crescere i figli. E’ dalla aggregazione che bisogna ripartire, contrastando il degrado culturale in cui purtroppo oggi viviamo. Continueremo a batterci per questo e non permetteremo più a nessuno di distruggere le idee buone per il nostro territorio e chi tenta, in ogni modo, di fornire un contributo al rilancio.
Adesso che si aprano le danze, che si continui con la diffamazione. Sicuramente abbiamo commesso errori in passato e ne commetteremo ancora, certamente non riscontriamo il favore di tutti, basti pensare ai pochi dipendenti licenziati e a quelli, purtroppo tanti, che non abbiamo potuto assumere, ma solo chi non fa non sbaglia.
Non volevamo esporci pubblicamente, non intendevamo rispondere al Sindaco, scendendo al suo stesso livello, ma si è superato ogni immaginabile limite. Ed è necessario fornire un chiarimento, lungo e articolato purtroppo, perché necessario a chiarire ogni strumentale e denigratorio attacco, presente e futuro, al fine di non dover replicare ulteriormente. Proseguendo nelle attività giudiziarie intraprese e denunciando ogni ulteriore diffamazione o falsità”

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