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Teano – Lui le sferra una coltellata, lei: ti amo ancora, usciamo a fare una passeggiata. Così si è salvata la vita

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Teano – Emergono dettagli importanti nella vicenda che vede coinvolto il 45enne di Teano, accusato di tentato omicidio a danno di una donna con la quale aveva avuto una relazione. La vittima riuscì a salvarsi dalla furia del suo aggressore usando le parole giuste, frasi che confusero l’uomo permettendo alla donna di salvarsi la vita. È riuscita a salvarsi urlando ti amo ancora, usciamo a fare una passeggiata”, nonostante le colasse sangue dallo stomaco, avesse il volto tumefatto, il collo viola, e pochi istanti prima l’avesse quasi strangolata, schiacciandola sul pavimento con un ginocchio, e poi fosse stato a un passo dal gettarla giù dal balcone. Dieci minuti da incubo, quelli vissuti da Maria (nome di fantasia) che ha visto la morte con gli occhi.
Nel pomeriggio dello scorso 22 luglio 2020, personale della Polizia di Stato – Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 21 luglio u.s., dal Giudice per le indagini Preliminari di S. Maria C.V., su richiesta di questa Procura del la Repubbl ica, nei confronti d i LICCIARDI Peppino, 45enne di Teano, residente nella frazione Maiorisi, ritenuto gravemente indiziato di tentato omicidio pluriaggravato. I fatti, risalenti alla tarda serata del 15 l uglio u.s., vedono vittima una donna, presso la cui abitazione dell’ hinterland casertano il LICCIARDI si era recato per cena. Per un litigio scaturito da futili motivi , l ‘uomo le si avventava addosso, scatenandosi contro di lei con offese verbal i, ma soprattutto fisiche. Infatti, la colpiva con un coltello allo stomaco, tentava di strangolarla sia con le mani che, una volta scaraventata la vittima a terra, salendole con le ginocchia sul collo, e provava persino a buttarla giù dal balcone dell’appartamento, alto circa 7 metri dal suolo, dopo averle ripetutamente sbattuto la testa contro un muro. Soltanto la strenua resistenza opposta dalla vittima, sfociata poi in uno stratagemma che, benché gravemente ferita, le permetteva di isolare l’uomo e, quindi, chiamare i soccorsi, evitava conseguenze ulteriori. Le  immediate  attività  investigative  conseguite  alla  denuncia  della  vittima,  hanno  permesso  di costruire un quadro indiziario granitico che, supportato da riscontri medico-legali, analisi telefoniche e di immagini, estrapolate da impianti di videosorveglianza, nonché dagli esiti del sopralluogo di polizia scientifica effettuato sul posto dell’aggressione (che hanno riscontrato tracce ematiche  e ambientali perfettamente compatibili col narrato della donna) ha portato alla contestazione della gravissima ipotesi di reato in questione e, quindi, stante la pericolosità dell’uomo, all’emissione della misura cautelare eseguita.

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