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foto di repertorio

ALIFE – Picchia la moglie e violenta la figliastra: i giudici di Appello riducono la pena di un anno e mezzo

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ALIFE – I giudici di Appello di Napoli hanno deciso di ridurre di un anno e mezzo la pena inflitta a carico di Domenico Marra. I giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, infatti, condannarono l’imputato alla pena di 7 anni e 4 mesi di reclusione. Qualche giorno fa, i giudici del Tribunale dell’Appello di Napoli, hanno condannato l’uomo alla pena di sei anni di reclusione.  Il suo difensore, l’avvocato Emanuele Sasso, ha già annunciato che ricorrerà ai giudici della Cassazione di Roma.  Attualmente l’imputato si trova agli arresti domiciliari con il permesso di lavorare presso l’azienda Garofalo a Ciorlano in località Torcino.

L’ACCUSA
Secondo l’accusa le due vittime – madre e figlia – hanno sopportato violenze di ogni tipo per molti anni. Le minacce dell’uomo e la paura di essere uccise dominavano le loro menti. La verità che emerge dai racconti delle due donne è agghiacciante. Secondo l’accusa l’uomo picchiava e maltrattava ripetutamente la moglie e poi abusava sessualmente di una ragazzina (figlia della moglie avuta da una precedente relazione) di appena dodici anni obbligandola a rapporti di ogni genere. Per farla stare zitta, per evitare che la fanciulla raccontasse alla madre gli abusi subiti, la minacciava di morte. Bastava poco per scatenare la furia dell’uomo: una bottiglia di vino non messa a tavola, una parola fuori posto, un ordine non eseguito rapidamente. E tutto peggiorò quando la donna decise di separarsi. Le violenze e le botte aumentarono. Le due vittime per molti anni non ricorrono ai carabinieri, non denunciano il loro “carceriere”. Hanno paura. Temono di essere uccise. Poi la madre decise di rivolgersi ad un centro antiviolenza e scattarono le denunce che portarono  all’arresto di Marra.

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