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TEANO – Crisi economica da Coronavirus, “Abbiamo tenuto botta”.  È così che sopravvivono le attività in paese

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TEANO (di Raffale Izzo) –  In questi ultimi mesi il Coronavirus si è abbattuto come una scure su tutta l’Italia. Ora le cose iniziano lentamente a ripartire, quasi come il paese fosse un enorme ingranaggio bloccatosi all’improvviso. Questa “fase 2”, dove i decessi non si sono ancora fermati, ci ha però fatto capire che da certe situazioni così tragiche non se ne esce facilmente. Dopo la tragedia, ripartire è un colpo ancora più duro. Questo perchè la pandemia ha immobilizzato tutto, contro un virus che invece è andato velocissimo e ci ha colti tutti in contropiede, politica compresa, tra sciacalli e non.  Noi sopravvissuti ci siamo ritrovati in un’Italia da ricostruire partendo dalle macerie. I dati Istat infatti parlano chiaro e sono preoccupanti, dopo il COVID la disoccupazione è salita al 7,8%, 84mila i posti di lavoro persi. Ci sono dei nuovi focolai, e ci pare di camminare costantemente sul filo del rasoio. Come faremo perciò a ripartire da dove ci eravamo fermati?
Teano è solo una piccola parte dell’Italia colpita, ma è anch’essa uno specchio di questi tempi difficili. C’è anche qui chi lotta per mantenere la propria attività e il proprio lavoro. Gli edicolanti, meglio di tutti, hanno misurato perfettamente la situazione. Loro lavorando tra i giornali, quasi al centro dell’informazione, si sono resi conto di quanto il virus, dal nulla, si stesse diffondendo velocemente. “È stato un colpo durissimo – dice un edicolante di Teano –  Nessuno si aspettava che dal 9 di marzo tutta l’Italia diventasse zona rossa“. Molte attività sono state costrette a chiudere lasciando i proprietari nello sconforto. La sua edicola è rimasta invece attiva con molta fatica, durante tutta la quarantena, perchè di pubblica utilità. “Le persone dovevano informarsi, e noi edicolanti siamo stati in prima fila. Certo, con un po’ di paura, per noi stessi ma soprattutto per le nostre famiglie.
Non è stato facile traghettare la sua attività fuori dal momento più difficile degli ultimi decenni: “Le persone che venivano prima, non sono venute più perchè avevano paura di uscire. Attraverso il  porta a porta, siamo riusciti quantomeno a tirare avanti, è andata così. La gente ha seguito le normative. La stampa, che già era in crisi ne ha affrontata una ancora maggiore, ma c’è sempre stato chi voleva informarsi. Insomma, abbiamo tenuto botta“.
Ecco, le parole sono perfette. “Abbiamo tenuto botta”.  È così che sopravvivono le attività a Teano. Le difficoltà sono tante, ma in una maniera o nell’altra si resiste fino alla fine della giornata.

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