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Mondragone – Bulgari, schiavi invisibili sfruttati dagli italiani (gente perbene)

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Mondragone – A Mondragone e nei paesi vicini ci sono tante persone perbene. Persone perbene che non vogliono avere niente a che fare con gli stranieri, soprattutto con i bulgari dei palazzi ex Ciro. “Qui ci sta tanta gente perbene” è una frase ripetuta anche dal leader della Lega, Matteo Salvini. Chiariamo subito che da sempre i tanti bulgari che occupano gli appartamenti nei palazzi Cirio sono “fantasmi invisibili”. Sono diventati esseri umani (indesiderati) e in tanti si sono accorti di loro perché nei primi giorni d’isolamento delle palazzine ex Cirio di Mondragone, alcuni si sono sottratti ai controlli, lasciando la zona rossa per andare a lavorare nei campi, mentre altri sono scesi in strada per protestare contro la chiusura. Questo ha provocato reazioni violente degli abitanti della zona, alimetando un sentimento di ostilità verso l’intera comunità, sfociato in veri e propri scontri. Ma i bulgari vivono a Mondragone e in molte altre città meridionali da almeno dieci anni.
Peccato che tutta questa gente – che ora si autodefinisce perbene – non si sia mai accorta dello sfruttamento che la comunità bulgara subisce da anni. E gli sfruttatori sono tutti imprenditori italiani del settore agricolo. E poi ci sono i caporali, anche loro italiani. Tutti, certamente, persone perbene. I Bulgari lavorano fino a dodici ore al giorno nei campi, gli uomini guadagnano, mediamente, 35 euro al giorno, cioè poco meno di 3 euro per ogni ora di lavoro. Le donne anche meno. Ancora meno ragazzini adolescenti, sfruttati e maltrattati senza alcuna pietà. Ognuno di loro è costretto, se vuole lavorare, a pagare cinque euro al giorno a un caporale, in pratica l’intermediario fra i lavoratori e il datore di lavoro. La giornata inizia presto, alle quattro di mattina, quando i furgoni dei caporali arrivano nei luoghi stabiliti, li caricano e li portano in campagna.

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