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foto di repertorio

Mondragone – Coronavirus, in fuga dalla zona rossa per lavorare nei campi. Intensificati i controlli

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Mondragone – Continua a crescere il numero dei positivi al Covid-19 nella comunità bulgara di Mondragone nella zona dei palazzi Cirio. I contagiati sono saliti a 25 su 520 test analizzati, altri 63 vanno ancora processati. La maggioranza è asintomatica. È previsto il trasferimento al Covid Hospital di Maddaloni, ma convincere i pazienti ad accettare il ricovero non sempre è semplice: numerose le segnalazioni di fughe dalla zona rossa con il rischio di diffondere il virus: tre braccianti e altri 5 residenti sono stati intercettati dalle forze dell’ordine, ed è atteso l’esito dell’esame di laboratorio. L’operazione di screening è attuata anche per i residenti nei cinque palazzi del complesso residenziale di via Razzino, un’altra enclave bulgara. Il governatore Vincenzo De Luca ha decretato la città zona rossa e, nella stessa ordinanza, ha ripristinato per tutti gli abitanti di Mondragone l’obbligo dell’uso della mascherina anche all’aperto. Il cordone sanitario predisposto intorno all’area interessata è previsto fino a martedì, ma non si escludono revisioni in base all’andamento dei contagi e ai tempi di completamento dei tamponi. Per i residenti nel complesso, resta l’obbligo di rimanere in regime di isolamento domiciliare e di sottoporsi a tutti i controlli sanitari disposti dalle autorità. L’uscita non è consentita neanche per recarsi al lavoro. Ad assistere le centinaia di persone costrette al lockdown, il Comune che sta assicurando le derrate alimentari e altri generi di prima necessità. I carabinieri, la polizia e i militari dell’esercito presidiano costantemente tutti i varchi di accesso al parco. Qualcuno però riesce a sottrarsi alle maglie dei controlli. Infatti, la scorsa notte è stata segnalata la fuga di alcuni residenti, immediatamente rintracciati nelle abitazioni di conoscenti nelle traverse del viale Margherita. Sono stati riportati a casa e sottoposti al tampone. Anche tre donne sono riuscite a uscire alle prime luci del giorno e a recarsi al lavoro, come braccianti, nelle campagne della zona. Sono state intercettate dalle forze dell’ordine nel primo pomeriggio, mentre facevano ritorno, e sottoposte a tutti gli accertamenti. Il sindaco Virgilio Pacifico ha chiesto un rafforzamento dei presidi e degli uomini addetti ai controlli. Sempre la notte scorsa, gruppetti di immigrati bulgari sono stati visti intrufolarsi, con materassi in spalla, in un’abitazione di via Pescara cercando ospitalità da connazionali. Secondo il comandante della polizia locale Davide Bonuglia, sarebbero stati sfrattati dai proprietari delle case dove erano finora alloggiati e dove pagano fino a 100 euro al mese per un posto letto. Inoltre, l’emergenza ha determinato la decisione da parte dell’Ufficio scolastico regionale di sospendere per la giornata di ieri gli esami di maturità in città. Riprenderanno oggi in modalità a distanza, con presidenti, commissari e candidato collegati in videoconferenza. Restano gli interrogativi sulle cause che hanno innescato il nuovo cluster. A far scattare l’allarme nello scorso week-end, la positività di un uomo di origine bulgara residente in via Como e quella di una ragazza, anch’ ella bulgara, residente nei palazzi Cirio, che ha partorito all’ospedale di Sessa Aurunca.

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