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Castelvolturno – Macchia nera nelle acque del litorale Domizio, intervengono Arpac, ambientalisti e Wwf

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Castelvolturno – L’immagine di un enorme macchia nera, in un mare limpidissimo, ha fatto il giro del web nella giornata di ieri, a pochi giorni dall’inizio della fase 2 per l’emergenza sanitaria del Coronavirus. lo scatto, realizzato dal drone di un blogger locale, è stato subito divulgato da varie associazioni ambientaliste, attivisti, Legambiente e Wwf. Sul posto si sono recati immediatamente i vigili urbani dei due comuni confinanti, i carabinieri, la Guardia Costiera e i tecnici dell’Arpac. Si tratterebbe

di liquame scuro, dall’odore nauseabondo che si è sparso all’esterno della foce del fiume Agnena nelle acque marine del litorale Domizio. A confermare la presenza della strana sostanza è anche l’ambientalista di Mondragone, Emilio Rota che ha così affermato: “mi sono ritrovato nel mezzo di questa macchia nera che iniziava a diffondersi. A prima vista sembrava qualcosa di fuligginoso che rendeva scura scogliera ed i frangiflutti all’ingresso della Foce del Canale Agnena. L’acqua ha incominciato ad avere un odore nauseante ed in pochi minuti ha cominciato a riempirsi di una schiuma biancastra, in alcuni punti ha reso la spiaggia completamente di colore nero, visibile anche a distanza. Se si trattasse solo di liquami derivanti da deiezioni umani o animali con le correnti si dissolverebbero. Il fatto è che il sedimento è rimasto sulla spiaggia. Se queste scorie nere hanno una matrice mineraria naturale verranno riassorbite naturalmente, se sono di provenienza industriale avendo come componenti ferro o rame allora l’impatto inquinante sull’ambiente sarebbe devastante. Solo la campionatura effettuata dall’Arpac potrà chiarire la natura e la conseguente portata inquinante di questa melma nera”. Sulla questione è intervenuto anche il Wwf i cui rappresentanti si dicono pronti ad attività di vigilanza e a costituirsi parte vigile contro i responsabili di tale disastro ambientale. Ciò che lascia senza parole è la velocità con cui si sia potuto manifestare il fenomeno a poche ore dalla riapertura d alcune attività dopo il lockdown. In queste ore la capitaneria di porto di Castel Volturno ha risalito il fiume per capire da dove possa provenire il liquame e intanto si attendono i risultati dell’Arpac per capire di che sostanza si tratti.

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