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Prata Sannita / Matese – Antenne 5G, autentici “mostri”: come Don Quijote e i mulini a vento

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Prata Sannita / Matese – Ci sono sindaci senza macchia e senza paura che non temono nemmeno i giganteschi mostri comunemente conosciuti come ripetitori telefonici. “Creature” pericolosissime capaci di generare apocalittiche sventure a danno di chiunque capiti nelle loro vicinanze. Ma ci sono “eroi” – in qualche caso sindaci eroi – che senza tentennare, in sella ai loro destrieri, armati di tutto punto, si scagliano contro i nuovi mostri, come un tempo faceva il leggendario Don Quijote contro i mulini a vento.
Ironia a parte, nei paesi civili e moderni i ripetitori telefonici sono indispensabili strumentazioni per le telecomunicazioni, per la connettività, insomma sono essenziali per la vita moderna. Ma sul Matese c’è chi dice “no”. Eppure vogliamo essere connessi, tutti protestiamo al minimo calo di connessione o per la lentezza della navigazione. Tutti pretendiamo la copertura massima del territorio, e tutti siamo pronti ad indignarci quando scopriamo una certa zona senza segnale telefonico. Eppure siamo tutti pronti a protestare quando vediamo sorgere un ripetitore per le telecomunicazioni vicino le nostre abitazioni.  Allo stesso modo siamo tutti pronti a “disgustarci” quando vediamo rifiuti in strada, però siamo tutti pronti a protestare contro qualsiasi progetto per il trattamento dei rifiuti. Insomma, tutti sembriamo vittima del fenomeno conosciuto come NIMBY (Not In My Back Yard, Non nel mio cortile). Una sigla che indica la protesta da parte di membri di una comunità locale contro opere di interesse pubblico sul proprio territorio (ad esempio grandi vie di comunicazione, cave, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, centrali elettriche e simili), ma che non si opporrebbero alla sua costruzione o spostamento in un altro luogo.  Se la sindrome NIMBY colpisse ogni abitante della Terra diventerebbe di fatto impossibile prendere quei provvedimenti indispensabili a ogni comunità che risulterebbero fastidiosi per la relativa zona coinvolta. Si arriverebbe così al paradosso che pur riconoscendo un impianto come essenziale, o comunque valido, non si riuscirebbe ugualmente a erigerlo.

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