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Galluccio – Coronavirus: i cittadini fra paure e deliri

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Galluccio (di Mario De Cubellis) – Capitano anche cose del genere in questo periodo, vai a fare spesa allo stesso negozio di sempre, come sempre e finisci per aver paura di chi ti precede o ti segue in fila, arrivi addirittura a dubitare della busta di plastica dove la persona prima di te ha appoggiato i soldi per pagare, volendone un’altra. È accaduto anche a Galluccio. Comune non esente dalle ripercussioni sociali che il Coronavirus sta spargendo in tutto il mondo, dove una persona ha ammonito il commerciante perché il cliente prima aveva poggiato gli spicci sulla busta che sarebbe poi stata data a lui, chiedendone un’altra “pulita”.
La paura è una delle emozioni primarie, che da sempre accompagna e favorisce l’evoluzione dell’essere umano come specie.
È una reazione del sistema autonomo, provocata da situazioni di pericolo che possono essere reali, evocate, predette o prodotte dalla fantasia. Il periodo storico che stiamo vivendo è estremamente interessante se lo si guarda sotto l’aspetto sociologico.
Il nostro sistema comportamentale si abitua più o meno rapidamente a situazioni nuove, ma che succede quando le nostre abitudini vengono stravolte?
Bene, come specie abbiamo delle risposte a determinati stimoli che sono universali. Avete fatto caso a quello che è successo nelle settimane addietro? In qualsiasi parte del mondo in cui il Coronavirus abbia costretto i governi a prendere delle misure coercitive abbastanza drastiche la risposta dell’essere umano è stata catapultarsi al supermercato a fare scorte di cibo.
Ebbene, siamo dinanzi ad un bisogno primario innescato da una situazione di paura, non del tutto reale (l’approvvigionamento di cibo è sempre stato garantito) e spinta da predizioni reali o non reali (ad es.: ho paura che il cibo finisca) che porta l’individuo ad attuare comportamenti irrazionali, mosso dalla semplice paura e dall’istinto di sopravvivenza.
Analizziamo la situazione. È palese che accalcarsi nei supermercati è una delle principali forme di trasmissione del virus, ma in situazioni innescate dalla paura, i comportamenti che ne derivano sono del tutto irrazionali.
È l’esempio perfetto di paura disfunzionale o disadattiva, ovvero non più atta a preservarci dai pericoli ma incline a essere un pericolo per i comportamenti che ne derivano (ad es.: mi accalco al supermercato) e che ci espongono proprio alla causa della nostra paura.
Da queste paure illogiche nascono tutta una serie di deliri che abbiamo visto perfettamente in rete, sui social o in TV. Per esempio, la paura di tutti i cinesi, anche quelli nati e cresciti in Italia che non erano stati in Cina, la paura delle persone del Nord, l’identificazione di un nemico reale dove proiettare la paura per un virus invisibile per far si che il senso di sicurezza possa stabilizzare in qualche modo l’emozione paura che prende il sopravvento.
Paure e deliri vanno quindi di pari passo, in questa società globale che per la prima volta nella storia si trova a fronteggiare una pandemia. Una svolta storica. Nei tempi la coscienza dell’uomo evolve, ed evolve più rapidamente dei suoi tratti fisionomici. La risposta a questa emergenza è stata unica nel suo genere, brillante, che solo la specie umana poteva attuare; una strategia così banale ma complicatissima: azzerare i contatti sociali e cercare di restare in casa per evitare il propagarsi dell’epidemia. Non era mai successo prima. Non era mai successo che il genere umano affrontasse un problema come specie e non come singolo essere facente parte di una determinata comunità.
Viviamo un periodo di svolta. Vengono a galla limiti e punti deboli di un sistema socio-economico che era ed è destinato a morire. Il Coronavirus sta forse accelerando i tempi. Le paure e i deliri di questi mesi, ci accompagneranno per molto tempo, come in ogni catastrofe, resteranno impressi ed espressi dalla nostra mente.
Serve tempo, tempo per abituarsi al nuovo stato delle cose, tempo per abituarsi alla riprogettazione della maggior parte delle vite, tempo per metabolizzare le privazione necessarie attuate. La difficoltà alla quale dobbiamo fare fronte è che l’uomo è un essere sociale, dunque ne risente se costretto all’isolamento, parliamo di sofferenza psicologica. I contatti umani sono alla base dello sviluppo di quelle che sono le facoltà dell’uomo (intellettive, affettive, comportamentali, ecc…) che non sono presenti alla nascita ma cominciano il loro sviluppo dal momento in cui veniamo al mondo in un ambiente sociale, attraverso regole, valori, educazione e via dicendo.
La paura, oggi, gioca un ruolo fondamentale. La paura promuove comportamenti estremi a cui l’individuo non da atto. Esempio recente, la paura del popolo tedesco verso gli ebrei, ha fatto sì che il loro sterminio passasse in secondo luogo, supportando un regime del tutto privo di logica e raziocinio. Le paure e i deliri sono alla base di tutte le atrocità compiute nella storia dall’uomo. Le paure e i deliri sono il vero demone da combattere in determinate situazioni; operano in oscure retrovie, tirando fili impercettibili, che muovono l’animo umano.

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