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Piedimonte Matese – Ambito C6, arrivano il 60% degli arretrati

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Piedimonte Matese. Arriva una boccato d’ossigeno per i lavoratori dell’ambito C6. Infatti la regione ha erogato il pagamento di una parte degli arrestati del 2010. I fondi che nei prossimi giorni arriveranno nelle casse del comune di Piedimonte Matese, ente capofila dell’intero ambito territoriale, potranno coprire poco più della metà degli arretrati dell’anno scorso.Una notizia che è stata accolta con favore dall’amministrazione comunale piedimontese.

La posizione di Cappello
“Ancora una volta, grazie all’interessamento del Presidente del Consiglio Regionale On. Paolo Romano, sempre attento alle problematiche del nostro territorio, abbiamo appreso che con “Ordine di Pagamento” n.5534 del 09/06/2011 è stato predisposto il pagamento, a favore del Comune di Piedimonte Matese in qualità di Comune Capofila dell’Ambito Sociale C6, della II e III trance pari al 60% delle spettanze relative all’anno 2010.
Nel confidare che al succitato atto segua una solerte liquidazione delle risorse, siamo a ribadire, semmai ce ne fosse bisogno, l’impegno del Sindaco e dell’Assessore delegato al ramo a seguire giornalmente l’evolversi degli eventi e ad informare tempestivamente tutti gli operatori che con grande professionalità continuano a svolgere il proprio lavoro senza percepire lo stipendio ormai da ben nove mesi nonostante il Comune di Piedimonte Matese, d’intesa con tutti i Comuni dell’Ambito, da sempre solidali ed attenti alle problematiche dei lavoratori, abbia già provveduto ad anticipare il pagamento di due mensilità”.

I problemi dei lavoratori
Sette lunghi mesi senza l’ombra di un centesimo per gli operatori dell’Ambito C6, più volte sul piede di guerra. Lettere dei sindaci dell’Ambito, solleciti, sit-in con gli operatori davanti agli uffici della Regione a Napoli.
Qualche promessa, nessuna risposta alle missive. Operatori senza stipendio dallo scorso settembre. Non è tutto. Ci rimettono le spese per pagarsi il fiscalista, versare i contributi previdenziali e la benzina per raggiungere gli assistiti. Operatori in fuga su altri lidi, con l’immaginabile rischio dello stop dell’assistenza. Per molti è l’anticamera della sospensione del servizio.
Verosimilmente , in modo barbaro, anziani e disabili saranno lasciati soli. Un modo davvero singolare di gestire un servizio importantissimo pagato con i soldi pubblici. Che fine faranno anziani e disabili gravi senza l’ombra di un parente? Vicenda segnalata alla redazione di una nota trasmissione televisiva nazionale.
Ora, con l’erogazione effettuata dalla regione una parte dei problemi potrebbe essere stata risolta.

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