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Piedimonte Matese / Prata Sannita – Malasanità, anziano va in ospedale dopo una caduta. I medici: non è niente. Ma lui rischia la vita. Scatta la denuncia.

Piedimonte Matese / Prata Sannita – Cade da un muretto e rischia la vita. All’ospedale di Piedimonte venne dimesso dopo alcuni esami dai quali, secondo quei medici, non emerse nulla di particolare. E fu rimandato a casa nonostante l’insistenza della figlia che chiedeva approfondimenti e nuovi accertamenti. La donna era preoccupata perché era rimasta impressionata dalle reazioni dell’anziano subito dopo la caduta. I medici furono decisi però: sta bene, torni a casa. Invece, purtroppo, dopo qualche giorno Giovanni Girardi, aveva le mani  paralizzare e forti dolore. Fu costretto al ricovero presso l’ospedale di Caserta dove subì due operazioni. Ora, per fortuna, Giovanni sta meglio, ma restano gravi oproblemi di deambulazione. Attraverso il suo legale di fiducia, lo studio de Rosa & Capaldo, ha sporto denuncia alla Procura della Repubblica.

I fatti:  
Girardi Giovanni, di Prata Sannita accidentalmente cadeva da un muretto basso dall’altezza di circa 1 metro e mezzo/2 metri, battendo fortemente il capo. Veniva portato con mezzi propri presso il il Presidio Ospedaliero di Piedimonte Matese per essere visitato e curato e per accertare che il colpo subito alla testa non fosse nulla di grave. Al pronto soccorso giungeva verso le ore 00.56 del 04.08.2019 e, dopo aver raccontato ai preposti, con l’aiuto della figlia, cosa fosse accaduto e aver specificato che era caduto da un’altezza di circa due metri e aveva battuto violentemente la testa al suolo, gli veniva attribuito codice verde di ingresso. Una volta visitato e medicato veniva ad una tac alla testa, la quale dava esito negativo su eventuali ematomi o fratture al capo. Infatti, nel referto venivano riscontrate ferite lacero contuse multiple al cuoio capelluto, ma nonostante ciò veniva dimesso alle ore 01.47 dello stesso giorno. Infatti gli veniva comunicato che poteva tornare a casa in quanto lo stesso staff medico non riteneva doverlo trattenere per accertamenti; anzi, come è dato leggere nel referto medico del 4.8.2019 a pagina 3) venivano accertate altre ferite del cuoio capelluto senza menzioni di complicazioni. Senonché, una volta fatta la tac alla testa, la figlia Girardi Maria Cristina chiedeva al medico di effettuare accertamenti più approfonditi sul padre, rappresentando che lo stesso dopo la caduta aveva avuto molta difficoltà a rialzarsi e camminare. A seguito di tale richiesta il medico rassicurava la figlia che la tac alla testa era sufficiente e dalla stessa non risultavano complicazioni.

Nei giorni successivi l’accaduto, Girardi Giovanni , oltre ad avere sempre forti dolori alla testa, faceva sempre più fatica nei movimenti del corpo ed in particolare non riusciva a muovere le braccia e soprattutto le mani le quali erano diventate rigide e aveva difficoltà a prendere qualsiasi cosa. A distanza di 10 giorni una tac cervicale riscontrava parestesia agli arti superiori con frattura chiusa della sesta vertebra cervicale: “frattura C6 con sub lussazione di C6 su C7”. La risonanza magnetica recava la diagnosi di “TETRAPARESI CON SINDROME CENTROMIDOLLARE DA CONTUSIONE CERVICALE E FRATTURA AL LIVELLO C6-C7 POST-TRAUMATICA”.

Girardi Giovanni in data 15 agosto 2019 doveva essere operato d’urgenza a causa di una compressione midollare dovuta alla frattura delle vertebre cervicali non accertata tempestivamente, per la quale ha corso il serio pericolo di rimanere tetraplegico, e che il blocco degli arti superiori, definito blocco antalgico, era dovuto ad una reazione del suo corpo al fine di non creare danni al midollo; infatti l’operazione eseguita, da ritenersi riuscita solo ed esclusivamente a ripristinare il corretto funzionamento del condotto midollare, non ha rassicurato che il Girardi riesca a recuperare del tutto la regolare articolazione delle braccia e delle mani, e per constatarne la effettiva ripresa è necessario attendere il decorso post operatorio e il successivo ed indispensabile percorso di riabilitazione, non assicurando però il ripristino della precedente funzionalità degli arti.

Si tratta di lesioni gravissime che ha subito e che si potevano certamente evitare qualora la diagnosi da parte dei medici dell’ospedale di Piedimonte Matese in data 04.08.2019 fosse stata corretta e tempestiva. Ad oggi Girardi ha difficoltà a deambulare, non può più guidare, né svolgere i piccoli lavori a casa e in campagna che erano parte delle sue giornate, e soprattutto non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (lavarsi, fare la barba, vestirsi, prepararsi da mangiare) senza assistenza continua della famiglia. Il Sig. Girardi Giovanni e la sua famiglia si sono recentemente affidati allo Studio Legale de Rosa & Capaldo, chiedendo agli avvocati Damiano de Rosa, Carolina Capaldo ed Elio Pipolo, specializzati in materia di responsabilità per colpa medico/sanitaria, di occuparsi del caso per far valere i diritti e le ragioni del proprio congiunto, facendo piena luce sul perché nella attivazione dei doverosi accertamenti specialistici ed affinchè venga fatta chiarezza su eventuali responsabilità.

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