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Sessa Aurunca – Imprenditore perseguitato dalla stampa “nemica”, Schiavone: ora basta. Denuncio tutto

Sessa Aurunca – “L’incessante stillicidio di calunnie, offese, insinuazioni e provocazioni a cui sono sottoposto, insieme con mio figlio Massimo, ha sorpassato il limite anche della pazienza. La misura è colma! Sono settimane che continuiamo ad essere accusati di tutto e di più, per il tramite di qualche testata giornalistica on-line che si presta a fare, evidentemente, da tifoseria politica ai soliti quattro noti, vista la totale ed acclarata assenza di illegittimità da noi compiute. Per ciò che riguarda gli aspetti giuridici e tecnici del fango che ci viene, con puntuale cadenza, scaricato addosso, sarà il nostro avvocato a rispondere nel merito. Anzi, invito chiunque della “Informazione” con la “I” maiuscola ad acquisire ogni tipo di riscontro documentale in nostro possesso per restituire alla verità il vestito che merita. Quello che mi preme sottolineare è che, evidentemente, c’è gente a cui non fa piacere che la nostra Azienda dia lavoro a 150 dipendenti, oltre alla nutrita schiera locale di fornitori di beni e servizi. E’ evidente che la passione sana e generosa che ha spinto mio figlio Massimo a far politica infastidisce non poco qualcuno mosso da rancore, gelosia o rabbia. Altre spiegazioni non riesco ad immaginarle. Sono molto, ma molto amareggiato!
L’età e la mia salute incerta mi obbligano ora ad una pausa di riflessione profonda. Mi chiedo, ha ancora senso impegnarmi allo spasimo per far crescere e, magari, ampliare la nostra Azienda, o dare ulteriore linfa, occupazione e nuovi motivi di speranza ad altri giovani?
O, forse, non sarà meglio liberarmi da questo fardello e disimpegnarmi da ciò che sta diventando sempre più motivo di ingiusto dolore e costante mortificazione?
Vi affido queste poche righe di amara riflessione, sperando nel buon senso e nella analisi onesta e saggia di chi saprà leggere tra, ed oltre, le righe”.
E’ il pensiero di Michele Schiavone dopo gli ultimi articoli di stampa in cui gli sarebbero state rivolte una serie di accuse. Accuse che l’imprenditore ritiene totalmente infondate e per questo ha deciso far arrivare la questione sul tavolo della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

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