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Castel di Sasso / Roma – Piccoli comuni d’Italia radunati a Roma, presente anche il vice sindaco De Francesco

Castel di Sasso / Roma – Ieri, a Roma, si è svolta la seconda edizione dell’iniziativa promossa da Poste Italiane di incontro e dialogo con i rappresentanti dei piccoli comuni d’Italia. Fra i partecipanti anche Mimmo De Francesco, vice sindaco di Castel Di Sasso.  Dopo la lettura dei saluti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i lavori sono stati aperti dal Presidente Anci, Antonio Decaro, il quale ha posto l’accento sulla necessità di alleggerire gli oneri burocratici che gravano sui piccoli comuni, vincolati irragionevolmente ai medesimi adempimenti delle grandi città. Proprio in questa direzione si pone la proposta legislativa “liberiamo i sindaci”, che mira a rimuovere tutte quelle prescrizioni normative obsolete e che finiscono solo per imbrigliare l’attività dei sindaci. L’esigenza manifestata dal Presidente Anci è stata poco dopo accolta dal Presidente
del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale si è impegnato a sostenere l’avanzamento
della proposta in Parlamento. Lo Stato, infatti, deve supportare e facilitare l’attività
di chi è chiamato ad assumere un ruolo delicato, qual è il munus publicum,
diventando punto di riferimento autorevole per l’intera cittadinanza. Ecco perché lo
Stato non deve più far cassa con i piccoli comuni. La rinnovata dignità riconosciuta, anche sul piano economico-finanziario, alle
autonomie locali è dimostrata dall’introduzione nella manovra di un capitolo ad hoc dedicato ai comuni. Secondo il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, si tratta di una componente ineliminabile del bilancio; egli sottolinea che i piccoli comuni non sono “memoria del passato”, ma sono realtà dinamiche, in grado di concorrere attivamente allo sviluppo del Paese e nelle quali trovano spazio anche nuove attività economiche. Ne sono un esempio le forme di turismo immersivo ed esperienziale offerte nei piccoli borghi. Ha richiamato nel suo intervento la loro crescente diffusione il Ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il quale ha posto l’accento sulla necessità di sostenere le attività locali attraverso una fiscalità agevolata, al fine di esaltarne il valore sociale prima ancora che quello economico. D’altra parte, la domanda turistica potrà essere sempre meno soddisfatta da una fruizione “di massa”, che le città d’arte non saranno più fisicamente in grado di contenere, e sempre più da una fruizione “personalizzata”, realizzata attraverso un turismo “diffuso” e fondata sul bisogno del turista di non vedere semplicemente la cultura, ma di viverla e sperimentarla.
Anche il Presidente dell’UNCEM, Marco Bussoni, ha espresso il suo plauso per
l’attuazione della “strategia aree interne”, che da due anni ha fatto registrare
un’inversione di tendenza nell’attenzione rivolta alle problematiche dei piccoli
comuni. Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, ha chiesto un
potenziamento dei servizi di logistica per lo smistamento dei pacchi. In tal modo, si
potrebbe incentivare il commercio elettronico delle pregiate produzioni locali,
consentendo così che vengano apprezzate in tutta la Penisola. La necessità di costruire una rete capillare in grado di connettere le realtà locali tra loro e le medesime con il centro è stata espressa anche dal Ministro per l’innovazione, Paola Pisano, la quale ha evidenziato l’importanza che avrebbe
un’infrastruttura di rete capace di portare la banda larga anche nelle zone più rurali
e periferiche. Sarebbero proprio quest’ultime le prime a beneficiare dell’inserimento
in un processo integrato, all’interno del quale anche i servizi della pubblica
amministrazione possono essere erogati online, abbattendo le distanze che oggi
costituiscono il principale fattore ostativo alla fruizione degli stessi in rete.
Giuseppe Provenzano, Ministro per il Sud, ha auspicato un potenziamento anche
delle risorse umane nei piccoli comuni, sia in termini di unità che di competenza. In
tal senso, la decisione di Poste di lasciare aperti tutti gli uffici postali dei piccoli
centri rappresenta un segnale più che positivo, a dimostrazione della “possibilità” e
del “dovere di restare”. L’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha chiuso i lavori annunciando nuove azioni, che si aggiungono a quelle avviate lo scorso anno e che verranno intraprese dall’azienda per continuare a supportare le attività dei piccoli comuni. Tra le più significative: l’offerta del servizio di tesoreria, la dotazione di Pos in comodato d’uso ai comuni, la fornitura di servizi di comunicazione multicanale, nonché l’installazione di cassette postali smart in grado di rilevare la presenza di corrispondenza e di fornire informazioni sulla salubrità ambientale. In conclusione, si auspica che questo appuntamento costituisca solo un momento di
una strategia più ampia e complessa di valorizzazione delle realtà locali. Occorre che lo Stato si renda compiutamente conto che i piccoli comuni sono l’habitat naturale
per lo sviluppo della coesione territoriale e della sostenibilità ambientale e i custodi
del patrimonio artistico, architettonico, paesaggistico ed enogastronomico del
nostro Paese. Gli amministratori e gli operatori locali rappresentano i veri alfieri a
difesa del variegato e bellissimo territorio italiano.

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