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TEANO – Impresa funebre colpita da interdittiva antimafia, la precisazione del commercialista

Teano –  Il commercialista Eduardo Sacco interveniene in merito alla questione legata all’interdittiva Antimafia a carico dell’impresa Consorzio Funebre Campano. “Con riferimento all’articolo (leggi qui l’articolo in questione) riguardante l’interdittiva antimafia emessa a carico di  un’azienda teanese operante nel settore  dei servizi funebri, si rende necessario, al fine di garantire la verità e la tutela anche di immagine di tutti gli operatori coinvolti (compreso lo scrivente quale consulente e depositario delle scritture contabili della società consortile) chiarire / precisare alcuni aspetti della vicenda che dalla lettura dell’articolo potrebbero generare un’interpretazione erronea e fuorviante:

  1. l’interdittiva come è ben noto non rappresenta un provvedimento conclusivo di un giudizio durante il quale sono stati accertati  fatti e responsabilità, bensì un provvedimento con finalità meramente cautelari, finalizzato a prevenire possibili infiltrazioni criminali. Il tutto basato su  semplici sospetti e indizi che non presuppongono affatto l’accertamento di responsabilità, nè  l’effettivo coinvolgimento nell’organizzazione criminale dell’impresa destinataria del provvedimento interdittivo.
  2. il Consorzio Funebre Campano è costituito da aziende che operano nel settore da decenni e non sono state mai coinvolte in provvedimenti penali o situazioni di contiguità con la criminalità organizzata. Nel caso di specie, al Consorzio è stato “contestato” UN SOLO SERVIZIO FUNEBRE effettuato nello scorso mese di gennaio  su oltre  500 servizi effettuati dal consorzio nel corso del corrente anno. Appare irrefutabile, quindi,  che se veramente il consorzio si fosse “prestato”  ovvero fosse stato realmente “permeabile” ai voleri della criminalità organizzata, come inopportunamente si legge nell’articolo,  non sarebbe stato “attenzionato” un solo servizio, ma un numero evidentemente superiore!
  3. E’ agevole comprendere che un consorzio che opera sul territorio di diverse province della regione Campania  possa inavvertitamente, ma in perfetta buona fede e senza alcun accordo precostituito, effettuare un servizio funebre in relazione al quale (seppur in modo solo indiziario) gli organi investigativi abbiano avuto il “sospetto” di un possibile “collegamento” con un’impresa malavitosa;
  4. Attesa l’assoluta estraneità a qualsivoglia tipo di coinvolgimento con la criminalità organizzata, il consorzio ha già conferito incarico ai propri legali affinché venga impugnato il provvedimento interdittivo davanti al TAR Campania.

Sarebbe auspicabile, pertanto, che gli organi di stampa, sicuramente legittimati a dare notizia di ciò che avviene, lo facessero in maniera “cauta” evitando di acuire gli effetti di un provvedimento a  base esclusivamente indiziaria e senza dubbio deleterio per le aziende “coinvolte”,  da cui, oltre alla  preclusione all’esercizio dell’attività economica, scaturiscono riverberi negativi sull’occupazione e più in generale sull’intero assetto  socio-economico, già di per se agonizzante, ma lungi da  produrre concreti effetti di prevenzione (meritevole) da infiltrazioni criminali che evidentemente deve essere perseguita altrove!

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Pignataro Maggiore / Piedimonte Matese / Teano – Funerali e Camorra, interdittiva antimafia contro azienda teanese

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