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Caserta / Viterbo – Tifoserie violente al Pinto, misure cautelari per sette ultras viterbesi

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Caserta / Viterbo – Nell’ambito dell’attività di monitoraggio e contrasto alle tifoserie violente, nella mattinata odierna, la DIGOS della Questura di Caserta unitamente ai colleghi di Viterbo ha dato esecuzione a sette misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE), su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. In particolare, al termine di complessa attività investigativa, la predetta Polizia Giudiziaria ha dato esecuzione ai suindicati provvedimenti della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G., tutti i giorni della settimana, nei confronti dei tifosi Viterbesi:
• RINDONE Antonio, cl. 87;
• GASBARRO Andrea, cl.‘98
• RONDINI Vivaldo, cl. ’93;
• CIANCHI Giuseppe, cl. ’84;
• BRACCI Alessandro, cl. 99;
• TRISOLINI Marco, cl. ’87;
• ONOFRI Alessandro, cl.’90.
Gli episodi contestati si riferiscono all’incontro di calcio, tenutosi in data 17.03.2019, presso lo Stadio “Pinto” di Caserta, valevole per il campionato di calcio 2018/2019 “Lega Pro” tra la Casertana e la Viterbese. Durante la fase di deflusso degli spettatori ospiti, alcuni di essi si resero responsabili di aggressione, anche con l’uso di aste, nei confronti di appartenenti alle Forze di Polizia in servizio di Ordine Pubblico. Nella circostanza, rimasero feriti due appartenenti all’Arma dei Carabinieri e un operatore della Polizia Scientifica della Questura. Quest’ultimo fu vittima di un tentativo di aggressione da parte di uno dei tifosi viterbesi che cercò di impossessarsi della videocamera utilizzata per le riprese servite, poi, a identificare gli autori delle
violenze tutti deferiti all’ A.G. Considerata la gravità dei fatti contestati e la pericolosità sociale dei destinatari, già sottoposti alla misura di prevenzione del DASPO da parte del Questore di Caserta, così come previsto dalla normativa vigente, i predetti sono tutti indagati per i reati di cui agli artt. 81, 110, 112 n. 2, 337, 339 1°, 2° e 3° comma del codice penale.

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