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Piedimonte Matese / Alvignano – Tangenti per l’appalto rifiuti, Di Nardi accusa Di Costanzo: ha avuto una Porsche e la cancellazione di debiti di gioco

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 Piedimonte Matese / Alvignano  – In un lungo interrogatorio, durato più di cinque ore, Alberto Di Nardi – ex titolare della DHI – ha formulato precise accuse contro due ex sindaci coinvolti nell’inchiesta “Assopigliatutto”. Il sistema, secondo l’accusa, messo in piedi dall’imprenditore Luigi Imperadore per garantirsi una serie di appalti.  Nell’udienza pubblica che si è svolta oggi dinanzi alla Prima Sezione Penale del Tribunale Sammaritano, presieduto da Roberto Donatiello, il testimone Alberto Di Nardi – sentito con le garanzie ed assistito dal suo difensore di fiducia l’avvocato Dezio Ferraro – ha risposto a tutte le domande del Pubblico Ministero. Fuoco incrociato tra accusa e difesa, rappresentata tra l’altro dagli avvocati Angelo Raucci, Raffaele e Gaetano Crisileo, Vittorio Giaquinto, Romolo Vignola e Giuseppe Stellato.  Lapidarie le risposte del teste Alberto Di Nardi contro alcuni imputati del processo, l’ex sindaco di Piedimonte, Vincenzo Cappello, il dirigente del Comune di Casagiove, Gaetano Rauso,  e l’ex Sindaco di Alvignano ed ex Presidente della Provincia Angelo Di Costanzo. Tutti, secondo il racconto del Di Nardi, avrebbero percepito tangenti e favori e beni di ogni genere per favorire la Termotetti e fare in modo che questa ditta, il cui titolare Luigi Imperatore e’ pure lui imputato e che mai aveva operato nel settore dei rifiuti. Ad esempio Di Costanzo avrebbe avuto la promessa, a dire del Di Nardi, una Porsche e l’estinzione di debiti suoi di gioco. Dopo cinque ore il processo e’ stato aggiornato al 4 novembre prossimo per sentire gli altri testi indicati dalla Procura Sammaritana ed indicati nella lista testi a suo tempo a firma di Georgia De Ponte e dello stesso Alessandro Di Vico che chiesero ed ottennero numerosi provvedimenti carcerari.

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