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RIARDO – Cantiere abusivo nell’oasi Ferrarelle – Fai, scattano le prescrizioni dell’Asl

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Riardo. Cantiere abusivo all’interno dell’oasi Ferrarelle – Fai. Dopo il sequestro da parte dei carabinieri arrivano i tecnici dell’Asl che prescrivono l’attuazione delle norme di sicurezza. Proprio l’assenza totale delle norme di sicurezza inq uel cantiere, portarono, pochi giorni fa, al sequestro del cantiere.
Per ora, però, quanto stabilito dall’Asl è inauttabile perchè il cantiere è ancora sotto sequestro. I carabinieri della stazione di Pietramelara – competenti per territorio – hanno denunciato Carlo Pontecorvo inq ualità di titolare del fondo; Michele Pontecorvo, in qualità di conduttore del sito; l’architetto Gabriella Frulio, direttrice dei lavori; l’ingegnere Sabina Piras, responsabile delal sicurezza; Marco Cascella, titolare della Lande srl, ditta esecutrice dei lavori. Secondo gli inquirenti, le cinque persone coinvolte nei fatti, si sarebbero rese responsabili – a vario titolo – di violazioni delle norme che regolano la sicurezza sui cantieri e suoi luoghi di lavoro. Inoltre i carabinieri guidati dal maresciallo Pasquale Mariano, hanno contestato l’accusa di violazione dell’articolo 142 del codice penale per violazione di norme ambientali avendo eseguiti lavori in un bosco senza l’autorizzazione della Soprintendenza. Inoltre, le forze dell’ordine accusano i cinque denunciati di aver violato l’articolo 734 del codice penale, ossia per distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Tutto prende avvio alcuni giorni fa, quando per realizzare un condotto fognario le ruspe entrano in una vasta area boscata, realizzata dalla comunità Montana del Montemaggiore fra il 2006 e il 2007. Il successivo sopralluogo dei carabinieri ha accertato, sul cantiere, l’assoluta assenza delle norme di sicurezza e la violazione delle norme sui vincoli boschivi. Per queste ragioni sono scattati i sigilli al sito con il successivo blocco dei lavori. Secondo alcune indiscrezioni la Ferrarelle, per “non perdere tempo” con le autorizzazioni, avrebbe presentato, in comune, una semplice Dia (un documento in cui si comunicava l’avvio dei lavori per la condotta) dove è stato indicato un tracciato diverso da quello effettivamente realizzato. Il tracciato indicato nella Dia non prevedeva l’invasione del bosco che invece è stato poi squarciato dalle ruspe.

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