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RIARDO – Intimidazioni e minacce, il riesame conferma il carcere

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RIARDO. Intimidazioni e minacce aggravate dal metodo mafioso, i giudici del riesame conmferma il carcere anche Antonio Gliottone e Alfredo Caiamano. Il primo di Riardo (anche se da tempo domiciliato a Caianello). Lo scorso lunedì sono stati  davanti ai giudici del riesame di Napoli.  Secondo l’accusa anche i dipendenti dell’azienda Mauriello partecipavano attivamente alle azioni intimidatorie. L’indagine ha consentito di accertare come il titolare di una ditta di distribuzione di gpl in bombole, unitamente agli altri indagati, imponesse con l’utilizzo del metodo mafioso, il proprio monopolio nei comuni dell’alto casertano, impedendo alle altre ditte del settore di consegnare le loro forniture. Sono state, inoltre documentate le ripetute vessazioni perpetrate anche attraverso l’uso della violenza sui venditori al dettaglio di gpl, costretti a rifornirsi in maniera esclusiva presso quell’esercizio commerciale ad un prezzo imposto, favorendo, in tal modo, il citato sodalizio criminale.
Gliottone, come gli altri indagati nell’intera vicenda si è difeso strenuamente affermando di essere completamente estraneo ai fatti. I legali di Gliottone hanno fatto notare ai giudici napoletani che l’indagato è semplicimente un operaio.
Tutte cose a cui i giudici del riesame non hanno creduto rigettando così la richiesta di scarcerazione.
Fra i difensori dei cinque indagati anche l’avvocato Vincenzo Cortellessa.
Per imporre la vendita dei loro prodotti non esitavano a usare la violenza, ina lcuni casi sono stati intimiditi e picchiati anche alcune ditte rivali che avevano conquistato fette di mercato.
Grazie alle indagini condotte dai carabinieri della locale stazione – guidata dal maresciallo Mariano e quella di Vairano Scalo, comandata dal maresciallo palazzo – coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 indagati – di cui uno affiliato al clan “Papa”, operante nell’agro caleno e direttamente collegato alla consorteria dei “casalesi”- ritenuti responsabili di tentata estorsione in concorso con l’aggravante del metodo mafioso.  In manette sono finiti Giuseppe Cantile, Leopoldo Mauriello, titolare  della  ditta  individuale Mauriello Petroli Group, Giovanni Mauriello, Alfredo Caiamano e Antonio Gliottone.
Alcuni mesi fa un piccolo imprenditore della zona fu aggredito nelle campgane fra Vairano Patenora e Pietramelara. Sei tu il proprietario del gas”?
Poi tante bastonate fino a lasciarlo svenuto al suolo.  Vittima dell’agguato fu un impreditore – Francesco Miele, 25 anni di Pietramelara che venne pestato a sangue da due sconisciuti.

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