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MIGNANO MONTELUNGO – Peculato, partito il processo contro Verdone: gli assessori  si costituiscono parte civile contro il loro  stesso sindaco

Mignano Montelungo –  Colpo di scena nel processo a carico del sindaco Antonio Verdone. Il comune di Mignano Montelungo si costituisce parte civile contro il suo stesso primo cittadino. Incredibile ma tutto “teatralmente” vero. E’ successo che la giunta municipale si è riunita, chiaramente, senza la presenza del sindaco, deliberando la costituzione parte civile e affidando la propria “difesa” ad un avvocato di fiducia. In teoria, in caso di condanna di Verdone, gli assessori potrebbero chiedere i danni al loro stesso sindaco, alla loro stessa guida. Chiaramente la costituzione parte civile del municipio ha portato all’esclusione – dal ruolo di parte civile – di alcuni cittadini che si erano già costituiti nelle precedenti udienze. Antonio Verdone  è davanti ai giudici per il processo ordinario per rispondere delle accuse di peculato e di aver chiesto, in comune, rimborsi spese alterati.  Verdone è finito sotto inchiesta dopo che un gruppo di cittadini aveva scoperto che lo stesso avrebbe dichiarato di aver presenziato a diverse manifestazioni, molte delle quali anche fuori zona per poter ottenere il rimborso chilometrico. Ma la Guardia di Finanza di Sessa Aurunca ha accertato che Verdone a quelle manifestazioni  non avrebbe mai partecipato. In alcuni casi ha delegato qualche suo vice, in altri non vi è stata traccia del comune di Mignano. Il caso più eclatante riguarderebbe la richiesta di rimborso spese per circa 800 chilometri percorsi da Antonio Verdone per prendere parte ad una manifestazione organizzata in un paese alle porte di Roma. Facendo due conti la Guardia di Finanza si è resa conto che era stato dichiarato il triplo dei chilometri in realtà percorsi. Un altro aspetto sul quale il Procuratore ha ravveduto il reato di peculato e truffa è quello riguardante il presunto utilizzo del primo cittadino, dipendente unitamente alla moglie della comunità Montana di Monte Santa Croce, della macchina dei vigili urbani di Mignano con annesso autista. Per poter raggiungere il posto di lavoro il sindaco Verdone avrebbe quindi utilizzato un mezzo dello Stato.

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