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ALVIGNANO – Appalti, a giudizio imprenditore ed ex sindaco

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ALVIGNANO. Appaltii publbici, sotto processo un importante imprenditore Matesino - Renzo Ambroselli – e l’ex sindaco, Domenico Bove. Il dibattimento ritorna  presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Il giudice però, probabilmente per evitare la prescrizione, ha calendarizzato tutte le date delleprossime udienze. La sentenza, quindi, arriverà entro il prossimo maggio. Frode in fornitura pubblica. Cambia il giudice e il processo, con ogni  probabilità, sarà trasferito dal tribunale monocratico di Piedimonte Matese a quello di Santa Maria Capua Vetere. Domani l’istruttoria dovrà partire  da zero.
Il procedimento penale in oggetto vede coinvolte alcune figure di spicco nel panorama politico imprenditoriale matesino. Gli imputati sono l’ex sindaco di Alvignano, Domenico Bove,   l’imprenditore pedemontano Renzo Ambroselli – in qualità di amministratore di Mago Media s.r.l. (ditta appaltatrice) -, l’allora segretario comunale dell’ente municipale alvignanese, Antonio Compagnone di Teano, e il consulente Vincenzo Maffeo di Ruviano. Gli ultimi due, tuttavia, devono rispondere soltanto dell’accusa di falso in quanto dichiararono – secondo i pm – che i lavori furono eseguiti secondo progetto.
La Procura sammaritana, in generale,  contesta una fornitura avvenuta in violazione di un progetto regionale del 2005 concernente un contratto di appalto relativo all’anno 2003. Tale fornitura – riguardante materiali informativi e promozionali del progetto denominato ‘Itinerari dei castelli’ – era stata finanziata con fondi regionali. Il processo – va detto – verte solo su un bando, relativo ad uno dei tre momenti divulgativi, per un importo pari a 111mila euro. Il finanziamento complessivo si aggirava intorno alla cifra di 500mila euro. Il Comune di Alvignano decise di dividere tale finanziamento attraverso tre bandi di gara.
Le altre due procedure si svolsero regolarmente. Dovranno essere nuovamente escussi l’attuale sindaco alvignanese, Angelo Di Costanzo, Bruno Florio, ex assessore della giunta Bove, la dott. Patrizia Schioppa, legale rappresentante di un’associazione di promozione turistica, e un dipendente della Mago Media. Ambroselli è difeso dall’avvocato di fiducia, Raffaele Pannone, mentre l’ex fascia tricolore Bove ha affidato la linea  difensiva nelle mani dell’avvocato Angela Monaco. Compagnone, dal legale Ciro Balbo.   Un caso molto seguito in paese perchè coinvolge figure in vista nello scenario politico e imprenditoriale della zona.
Chiunque  commette frode  nella esecuzione dei contratti di fornitura o nell’adempimento degli altri obblighi contrattuali indicati nell’articolo precedente, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa non inferiore a milletrentradue euro. Secondo qualche giudice di merito, soggetto attivo del reato può essere anche un incaricato di pubblico servizio  che si sia contrattualmente impegnato.
Anche la giurisprudenza chiarisce che il termine frode si riferisce ad ogni adempimento che sia affetto da malafede contrattuale, essendo sufficiente la dolosa consegna di cose in tutto o in parte difformi dalle caratteristiche convenute  senza che occorra necessariamente la consegna dell’aliud pro alio in senso civilistico.
Francesco Mantovani

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